La Biblioteca Sociale

“Biblioteca sociale come strumento di cittadinanza attiva e consapevole” seminario a cura di Maria Stella Rasetti, Maniago, 4 dicembre 2017

Finalmente ho conosciuto di persona Maria Stella Rasetti, direttrice della biblioteca di Pistoia e madre, insieme a tanti altri fantastici progetti culturali, anche dei Biblio Omogeneizzati ‘melileggi?’ sulle cui basi ho prodotto i biblio omogeneizzati per l’Animalibro.
Sorridente e gentile, Maria Stella si presenta portandoci gli ultimi orgogliosi successi della biblioteca di Pistoia. Numeri che inebriano, per il fatto che Pistoia è stata capitale della cultura
2017 e in tanti hanno deciso di investirci. 2094 eventi in un anno in biblioteca. Eventi per gli utenti grandi e piccoli. Gratuiti e a pagamento. Che offerta! Maria Stella é grande nella sua umiltà e nella capacità di darci gli strumenti per arrivare a fare altrettanto, aiutati da colleghi e amministratori competenti. Sembra utopia, invece non è poi così impossibile fare del nostro meglio nel quotidiano.
Partiamo da un gioco. Maria ci chiede quale sia il valore indicativo del patrimonio della nostra biblioteca e noi rispondiamo con il valore di unità bibliografiche. Sorride quasi sorniona e dice di
averci provocato con una domanda trabocchetto. Il primo valore del patrimonio sono i bibliotecari e gli utenti: cioè le due entità che fanno realmente vivere la biblioteca. Per svolgere bene il nostro lavoro, dobbiamo sviluppare e affinare al massimo la nostra response-ability, la capacità di rispondere alle richieste. Ci suggerisce di leggere ‘Grazie per il reclamo’ di A. Fedel (Franco Angeli, 1998), per la parte che riguarda la biblioteca. L’economista ha presentato un progetto di rilevamento di soddisfazione dell’utenza in una grande biblioteca americana. A seconda di come gli utenti venivano accolti al reference desk (opportunamente istruito a comportarsi in modo accogliente o sgarbato) le risposte di gradimento erano assolutamente diverse, pur restando sempre uguali gli spazi, i servizi, gli orari, le collezioni e le modalità di prestito. Questo sottolinea che, a scapito del fatto che le ore di apertura siano poche, ci siano pochi soldi per le attività o l’acquisto libri, il bibliotecario può comunque fare molto per la sua biblioteca.
Un altro strumento é conoscere la sua sfera di influenza. Ovvero tutti gli ambienti e le persone con i quali il bibliotecario è in grado di creare relazioni. Non tutte le relazioni possono essere efficaci, ma se persone consapevoli possono dare delle risposte efficaci a tutti gli eventi che capitano in questa sfera. Il bibliotecario si appropria della sfera di influenza, per creare relazioni e risolvere problemi.
Il bibliotecario assertivo é quello di cui c’é bisogno: sa relazionarsi con autorevolezza e gentilezza a tutti i problemi che necessitano di risposte. Maria ci suggerisce un altro testo da conoscere: ‘Chi ha spostato il mio formaggio?’ di Johnson & Blanchard. É un racconto per adulti che provoca la nostra competenza nelle soft skills, le capacità di adattarsi al cambiamento trovando delle soluzioni funzionali, senza farne delle tragedie. Nella nostra società occidentale purtroppo non siamo padroni di queste soft skills.
Maria Stella ci porta verso un nuovo concetto di biblioteca che é fatta di capacità relazionali. Perché neiùl nostro tempo in biblioteca non arrivano solo gli utenti che hanno bisogno di libri, ma
anche utenti che cercano altro: un modo per rispondere ai loro dubbi e problemi di carattere culturale, tecnico ma non librario. Quindi la nuova importanza della biblioteca sta nelle relazioni.
Utenti impropri? Non esistono. Ogni individuo sceglie l’appropriatezza del luogo che usa (sfrutta il luogo biblioteca per ciò che gli é utile). Spazio caldo d’inverno, fresco d’estate, spazio dove si può sostare senza che nessuno allontani e si potrebbe continuare. Ma é la biblioteca che deve attrezzarsi. ‘Dieci buoni motivi per usare la biblioteca’ Stefano Parise.
Maria Stella conclude il suo intervento parlandoci del bilancio sociale di una biblioteca con l’appoggio di un testo ’La biblioteca rende’ di R. Ventura. Per bilancio sociale si intende la
presentazione dei risultati di servizio di un ufficio: ricavi/spese. Nel caso della biblioteca il bilancio sociale si rivolge alla città nella quale opera e non é un conteggio fine a se stesso. In un bilancio la biblioteca é una fonte di spesa, ma fa anche parte del reddito sociale. Nel libro di Ventura le valutazioni di carattere economico si intrecciano con quelle a carattere culturale e sociale. Al termine del saggio, si scopre quale enorme cifra un cittadino dovrebbe spendere per soddisfare le sue esigenze se non ci fosse una biblioteca al suo servizio. La soddisfazione di un utente produce un ritorno di investimento che é un parametro particolarmente significativo e si riflette sulla vita della comunità, anche se da solo non potrà mai pareggiare le spese impiegate per tutto il funzionamento della biblioteca.
Maria Stella conclude sottolineando ancora di più il nuovo ruolo sociale della biblioteca. La società moderna si basa sulle relazioni tra persone e le relazioni efficaci producono felicità. Quindi
‘fare il bibliotecario é il mestiere più bello del mondo’.
Davvero.

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