Storie da giocare

Biblioteca civica di Pocenia

pronti a leggere e giocare

Lo avevo progettato diversi mesi fa, ma prima di oggi non avevo mai avuto la richiesta ‘giusta’ per mettelo in pratica. Ho offerto ai bambini l’opportunità di leggere dei libri di fiabe, proposti in modo non tradizionale. Ho scelto per loro: Il gioco delle favole di Enzo Mari, Il postino delle fiabe (edito anche con il titolo “L’allegro postino“) di Janet e Allan Ahlberg,
Teseo e Arianna di Nicoletta Ceccoli (Editrice Fatatrac, Carte in tavola. Miti e leggende). Ci siamo introdotti nel filo della narrazione con la lettura di Zoom e Re-zoom di Istvan Banyai, due albi senzaparole dove l’autore si diverte ad illustrare delle scene dal particolare al generale. Lo stupore è infinito, come il divertimento a leggerli e rileggerli scoprendo nuovi particolari.

Le poesie contenute in Alfabeto delle fiabe di Antonella Abbatiello e Bruno Tognolini hanno fatto da chiusura al momento di lettura. Ho trasformato il libro in un gioco dell’oca posizionabile sul pavimento e percorribile dalla lettera A (anello) alla Z (zucca) dai bambini, lanciando il dado e muovendosi attraverso le caselle.

La lettura del libro trasformato in gioco ci ha portato al tavolo del laboratorio, dove ho proposto loro una versione rivisitata e ‘mosaicista’ del gioco dei dadi per raccontare le storie. Per chi non li conoscesse, invito ad andare in Internet a cercare le moltissime versioni che esistono.

Immagine correlata
Questa è la versione che mi è stata regalata (grazie, Maria D.!)

Ho donato ai bambini un sacchetto con 20 tessere di mosaico e una tabella che li guidasse nella scelta e nella realizzazione di piccole illustrazioni, in modo che ogni bambino disegnasse i simboli per le sue storie.

personaggi/animali
luoghi
oggetti (magici)
emozioni
azioni
eventi meteo
antagonisti
imprevisto

Una volta scelti e disegnati, il gioco può cominciare. Se si gioca da soli, si può rovesciare su una superficie le tessere create, riordinarle nell’ordine che si preferisce, raccontare la storia iniziando con il classico “C’ERA UNA VOLTA…”. Se si gioca in gruppo, si estrae una tessera e sempre iniziando con il classico “C’ERA UNA VOLTA…” si da il via alla storia. Il secondo giocatore sceglie un’altra tessera e continua sviluppando la trama della fiaba. Ci si alterna così fino all’ultimo dado che servirà a creare il finale della storia inventata. È possibile per tutti i giocatori inventare ulteriori personaggi, situazioni, azioni mentre si racconta…

la creazione dei simboli
ed ora la porto via con me!

La vera regola è che non c’è limite alla Fantasia!

Notturno. Ricettario dei sogni

Il 25 settembre, è la Giornata Mondiale dei sogni.
Ho incontrato un po’ per fortuna ed un po’ per caso, questo testo: Notturno. Ricettario dei sogni. Isol, Logos, 2013.
Non è molto diffuso, ma l’ho trovato geniale.

“Un sogno noioso è una notte sprecata!

La ricetta per avere sogni sempre diversi è semplice:

1. Scegli dal libro il sogno che ti sembra più allettante per questa notte, facendoti guidare dal titolo e dall’illustrazione.
2. Prima di andare a dormire, lascia il libro aperto in corrispondenza dell’immagine prescelta, sotto una luce forte. (il sogno è come le falene: adora avvicinarsi alla luce quando nessuno lo sta guardando)).Lascia passare almeno cinque minuti senza fare troppo rumore per non spaventarlo
3. Posiziona il libro in modo da poter vedere l’immagine dal tuo letto
4. spegni la luce!
5. vedrai il bagliore lasciato dal sogno sulla pagina. Guardalo per tutto il tempo che desideri, poi chiudi gli occhi e seguilo nel suo nascondiglio”.

Descrivervelo è impossibile, le illustrazioni si illuminano al buio!
Quale sogno sceglierete?
Quello della porta che non doveva essere aperta?
Quello del pescatore distratto?
Il sogno tiepidino?
Il sogno del mostro nell’armadio?
Il sogno…?

In ultimo, ma non per rultimo, avete la possibilità di disegnare nell’ultima pagina, il VOSTRO sogno, quello che merita di essere rifatto più e più volte.

New York in pigiamarama

Michael Leblond, graphic designer francese, insieme all’illustrautore Frédérique Bertrand, ripropone in un libro per bambini con l’antica tecnica dell’Ombro-Cinema. Si tratta di un geniale gioco di immagini in movimento, una striscia di carta su cui vengono disegnate delle figure coperte da griglia trasparente che quando viene mossa dal lettore regala l’illusione del movimento.

La storia è una storia di tutti i giorni: un papà che mette a letto il suo piccolo ‘ometto’ e gli augura la buona notte. Il bambino scivola felice nel sonno e inizia a sognare.
Nel momento in cui comincia il sogno, il libro va letto appoggiandolo sul lato lungo.
Il protagonista sogna di volare sopra una città che non si ferma mai, New York, con il suo pigiama magico, omaggio a Little Nemo, i cui sogni si animavano nel 1911.
Le grafiche si animano magicamente al semplice passaggio di un rodoide rigato (allegato al libro), lasciandoci immaginare il fruscio delle foglie di Central Park, la gente nei grandi negozi di Midtown, il traffico su Broadway… La tecnica di animazione è molto efficace e il viaggio vissuto in questo modo, si dilata e si restringe a seconda della velocità di lettura dettata dal desiderio del lettore di arrivare alla fine. Il libro termina con la sveglia che suona.
Nel momento in cui il sogno finisce, il libro va riappoggiato sul lato corto.
Al buongiorno del papà il bambino risponde “Hello!”.
Ancora una volta, è mia figlia Alice a dare un senso a quel saluto in una lingua straniera. “Vedi mamma, è cresciuto durante il viaggio. Prima non parlava l’Inglese”

Questo primo volume della serie “Pigiamarama ” è già fuori catalogo in Italia.
New York in Pigiamarama, Michael Leblond, Frédérique Bertrand, Ippocampo, 2013

Willy the dreamer – Willy il sognatore

Anthony Browne, Walker Books (UK), 2008

Ho imparato a conoscere Anthony Browne leggendo “Nel bosco”, Kalandraka, 2014, come una rivisitazione di Cappuccetto Rosso, e poi “Ti cerco, ti trovo, Camelozampa, 2018″ il racconto di un bellissimo pomeriggio passato a giocare a nascondino nel bosco. Molti dei suoi testi, che hanno riscosso così tanto successo in Inghilterra, non hanno avuto fino ad oggi la stessa fortuna in Italia e non sono ancora stati tradotti.

E’ il caso di Willy the dreamer, che ho comunque scelto per diventare uno dei testi principali per il percorso dedicato ai bambini dai 6 agli 8 anni.

Willy è uno scimpanzè. E sembra che, dal titolo, sia un vero sognatore.  Comodo, in poltrona, con una banana mezza sbucciata in mano. Sogna di essere un attore famoso, un cantante, una ballerina, un esploratore, un mendicante, un re. Sogna di essere mostro o supereroe, sogna il passato e il futuro.  Willy adora sognare.

La vera magia sta nell’unire la narrazione all’illustrazione. La quarta di copertina è un tripudio di piccole banane blu. Solo una di loro è gialla. Sotto il titolo nel frontespizio ci sono quattro disegni. Tre di questi hanno sotto riportate delle descrizioni che non li corrisondono. Il primo è il viso di uno scimpanzè. La descrizione dice “barca”. Il secondo disegno è un libro chiuso. La descrizione dice “scarpa”. Il tezo disegno è un divano. La descrizione dice “bandiera”. L’ultimo disegno è una banana. La descrizione lo conferma. Perchè? Mia figlia Alice (8anni) ci arriva con sicurezza: “Beh è chiaro! Lo scimpanzè riconosce bene solo quella!”. Si è già immedesimata nella storia, si è già messa nei panni del protagonista.

Willy sogna di proiettare se stesso e le cose che ama nei suoi sogni. Il frutto di questo lavoro onirico è una galleria di immagini che rendono omaggio a Dalì, Magritte ed Henri Rousseau, Elvis Presley e il cinema moderno, senza dimenticare che la natura di Willy lo porta a vedere banane dovunque, usate per la quotidianità in modi imprevedibili e geniali.

E’ un testo che mostra connessioni e suggestioni tali che è impossibile possederle tutte alle prima lettura. Inarrestabile pure nel gioco di trovare alrie cose che il bambino-scimpanzè piò sognare…

Mi vorrai sempre bene mamma?

Non è mai facile trovare un libro per bambini che soddisfi il maggior numero di parametri possibile: grafica gradevole, testo di immediata comprensione, esaustività nella presentazione del tema, contenuto che invogli alla rilettura e all’approfondimento e bellezza emotiva che lasci una sensazione positiva quando si termina la storia. Un testo che non sia scontato, banale, eccessivamente zuccheroso. Questo libro, vi sorprenderà. E non importa se alla parola mamma sostituite “papà”, “zio”, “zia”, “nonno”, “nonna”, “sorella”, “fratello”, anzi: provatelo come esperimento!!!

“Mi vorrai sempre bene mamma?” Pauline Martin, Astrid Desbordes, La Margherita, 2016

Prossima storia per kamishibai: “Un mare di tristezza”, Minibombo, 2016

Lavori in corso

Oggi finalmente mi sono rimessa al lavoro: carta, forbici, colla, pennelli e acrilici. Sto preparando “Un mare di tristezza” per la lettura con il kamishibai.

“Un giorno in fondo al mare un pesciolino si sentiva triste e sconsolato. Decise allora di fare una bella nuotata per tirarsi su il morale”.Ma anche tutti gli altri pesci sembrano avere l’umore sotto i tacchi… ops… le pinne caudali. Che non sia semplicemente questione di… punti di vista?

Grazie ancora a questa meravigliosa, argutissima, delicatissima casa editrice che ci regala sorprese ed emozioni così piacevoli.

Settimana nazionale NpL 2016: Storie in Valigia per il Sistema SeBiCo

Storie in Valigia a Spilimbergo

Storie in Valigia a Tramonti di Sopra

Sono particolarmente felice di aver portato la magia del kamishibai negli asili e nelle biblioteche di questo sistema. Tramonti di Sopra, Forgaria, Pinzano, Castelnovo e infine proprio in biblioteca a Spilimbergo, là dove io da bambina andavo ad ascoltare le storie…

Ho visto sguardi di bambini stupiti che allo sfilare dell’ultimo disegno, quando la voce non parlava più chiedevano: ancora! ancora!

E sguardi di adulti che si lasciavano portar via dalla visione delle immagini e dal suono curato delle parole.

Grazie a tutti, al pubblico e ai mitici bibliotecari di questo Sistema!

Animalibro a Casarsa della Delizia

Animali pop-up - laboratorio per i bambini 'grandi'

Ho concluso la scorsa settimana una serie di appuntamenti con i bambini delle scuole dell’Infanzia di San Giovanni e Casarsa. Per la prima volta ho lavorato con classi di bambini miste ovvero con classi che comprendevano i piccoli, i medi e i grandi. Ho quindi sviluppato storie e attività a livello differenziato.

I temi erano “gli animali del territorio” e “lo scorrere del tempo”

Il risultato è stato molto gradevole!

 

Animali con carta a strappo - laboratorio per i bambini 'medi'
Animali con carta a strappo – laboratorio per i bambini ‘medi’

 

Animali con carta a strappo - laboratorio per i bambini 'medi'
Animali con carta a strappo – laboratorio per i bambini ‘medi’

 

"Uno zoo nella mia mano" - libro tattile - attività per i bambini 'piccoli'
“Uno zoo nella mia mano” – libro tattile – attività per i bambini ‘piccoli’

 

 

 

Il libro del tempo -laboratorio per i bambini 'piccoli' - libro tattile
Il libro del tempo -laboratorio per i bambini ‘piccoli’ – libro tattile

 

 

 

 

Storie in valigia – laboratorio di kamishibai

Lettura con kamishibai
Lettura con kamishibai

Il 21 marzo ho concluso in bellezza la lunga esperienza con i bambini della scuola primaria “Risultive” di Bertiolo, iniziata a dicembre. La classe seconda si è cimentata con la progettazione di una storia con il kamishibai. Nella prima fase i bambini si sono divertiti ad ascoltare le storie proposte con il kamishibai dell’editore Artebambini, “Il Cavallo e il soldato” e “L’albero e la strega” di Gek Tessaro ed hanno potuto leggere e sfogliare albi illustrati che presentavano tecniche di illustrazione diverse. Carta a strappo, carta a strappo e collage, acrilico e tempera,…

Lettura libera "Il pallone giallo"
Lettura libera “Il pallone giallo”

A conclusione dell’attività si sono divertiti a creare una storia. Ho posizionato nel centro della stanza dei recipienti, sui quali erano indicati gli ingredienti di una storia: il/i protagonista/i, l’antagonista, gli aiutanti, l’oggetto magico, le peripezie, i luoghi. Ho consegnato ad ogni bambino 6 foglietti di carta, con il compito di scriverne uno per ogni categoria. Alla fine del lavoro IMG_4442di composizione, abbiamo spogliato le schede e i bambini hanno votato le proposte che sembravano loro migliori. Ci siamo dati appuntamento al mese successivo: io avrei fornito loro un nuovo kamishibai e dei materiali per produrre una storia, mentre nel frattempo con la loro insegnante avrebbero realizzato un piccolo racconto in base agli elementi scelti.

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Disegnamo la bozza della scena

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Scegliamo il colore del personaggio, strappiamo la carta, incolliamo

E’ sbocciata dalla loro fantasia, la bella storia di amicizia di Drago e Coccodrillo. L’abbiamo divisa in 12 scene e i bambini, lavorando a coppie su una stessa tavola, l’hanno illustrata tutta… o quasi! 🙂 Poi hanno riposto le loro tavole in un kamishibai di cartone e lo hanno portato a scuola con loro per mostrarlo ai compagni.

ancora qualche dettaglio...
ancora qualche dettaglio…

 

...un altro po'...
…un altro po’…

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Adesso Horror è perfetto!

Ottimo lavoro, bambini! BRAVI!

Grazie maestra! E grazie alla mitica bibliotecaria Marica!

 

 

Libri illeggibili – Omaggio a Bruno Munari

A seguito di alcuni riferimenti fatti da Monica Monachesi durante la giornata di corso a Sarmede, nelle settimane segunti mi sono documentata in merito alla figura e all’opera di Bruno Munari. Per ogni dettaglio tecnico e biografico, rimando al sito ufficiale del “AssociazioneBruno Munari”, all’url: www.brunomunari.it, dove si possono trovare anche le splendide fotografie contenute nei testi sui quali mi sono documentata. “Giocare con tatto”, “Laboratori tattili”, “Nello studio con Munari”, “Il castello dei bambini a Tokyo”, “Per fare un libro”, “Percorsi in spazio libero”, solo per citarne alcuni. Mi sono concentrata in particolare sulla parte che Munari dedica al libro in un primo momento come oggetto e come forma d’arte visiva e in un secondo momento come veicolo di messaggi semplici e complessi. Ne sono rimasta incantata. Riporto il pensiero di Munari, che ho interiorizzato nel proporre alcuni laboratori nella biblioteca di Dignano (UD).

Libro illeggibile_1

“Si potrebbe progettare un insieme di oggetti che sembrano libri, ma che siano tutti diversi per informazione visiva, tattile, materica, sonora, termica, ma tutti dello stesso formato come i volumi di una enciclopedia, che però contiene tutto il sapere o perlomeno molte informazioni diverse. Questi libretti, piccoli perché devono stare agevolmente nelle mani di un bambino di tre anni, potrebbero essere costruiti con materiali diversi, con rilegature diverse, con colori diversi naturalmente, e su ogni libretto ci sarà un unico titolo uguale per tutti: libro. Il titolo sarà messo in modo che comunque il libro sia preso in mano risulti dritto.

Libro illeggibile_2: la prima pagina si solleva per lasciare vedere la seconda pagina…

Quindi la copertina avrà il suo titolo e anche capovolgendo il libro si trova un’altra copertina uguale su quella che di solito è detta “la quarta” di copertina. Ne segue che nella progettazione del “messaggio” interno al libro, l’impostazione di questo debba essere simmetrica in modo che comunque venga preso in mano il libro, il messaggio ha un nesso logico. Come certe frasi che si leggono uguali sia cominciando la lettura da destra verso sinistra, sia viceversa. Questi messaggi non dovrebbero essere delle storie letterarie compiute come le favole, perché questo condiziona molto il bambino, in modo ripetitivo e non creativo. Tutti sanno che i bambini amano farsi ripetere la stessa storia tante volte, e ogni volta il bambino se la fissa bene nella memoria, finché

Libro illeggibile_3: tavole pronte per la rilegatura!

da adulto decorerà la sua villa in campagna con i sette nani e biancaneve di cemento colorato. Così si distrugge nel bambino la possibilità di avere un pensiero elastico, pronto a modificarsi secondo l’esperienza e la conoscenza. Bisogna, fin che si è in tempo, abituare l’individuo a pensare, a immaginare, a fantasticare, a essere creativo. Ecco perché questi libretti sono soltanto degli stimoli visivi, tattili, sonori, termici, materici. Essi dovrebbero dare la sensazione che i libri sono degli oggetti fatti così e che hanno dentro delle sorprese molto varie. La cultura è fatta di sorprese, cioè di quello che prima non si sapeva, e bisogna essere pronti a riceverle e non a rifiutarle per paura che crolli il nostro castello che ci siamo costruiti.
[…] Questo è un problema di sperimentazione delle possibilità di comunicazione visiva del materiale editoriale e delle sue tecniche. Normalmente quando si pensa ai libri si pensa a dei testi, di vario genere: letterario, filosofico, storico, saggistico ecc., da stampare sulle pagine. Poco interesse viene portato alla carta e alla rilegatura del libro e al colore dell’inchiostro, a tutti quegli elementi con i quali si realizza il libro come oggetto. Poco interesse viene

Libro illeggibile_4: il libro “esce” da sè e prosegue sul tavolo…

dedicato ai caratteri da stampa e ancora meno agli spazi bianchi, ai margini, alla numerazione delle pagine, e a tutto il resto. Lo scopo di questa sperimentazione è stato quello di vedere se è possibile usare il materiale col quale si fa un libro (escluso il testo) come linguaggio visivo. Il problema quindi è: si può comunicare visivamente e tattilmente, solo con i mezzi editoriali di produzione di un libro? Ovvero: il libro come oggetto, indipendentemente dalle parole stampate, può comunicare qualcosa?” Bruno Munari, Da cosa nasce cosa