Mercoledì 19 dicembre si sono conclusi gli incontri con le classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado (le vecchie Medie) della città di Udine che mi sono state affidate dalla Biblioteca Civica V.Joppi. Il tema delle animazioni dell’anno in corso, scelto dalla biblioteca per tutte le animazioni di “Biblioteca&Scuola”- Ragazzi e “Biblioteca&Scuola”- Giovani , è in raccordo con gli altri grandi centri di promozione culturale (EnteRegionaleTeatrale e Cooperativa Damatrà solo per citarne alcuni) ed è la legalità.
Ho visitato otto istituti scolastici, tenendo l’incontro nelle aule scolastiche oppure nelle biblioteche di circoscrizione, ho incontrato i ragazzi di diciassette classi. Il mio obiettivo è suscitare o rafforzare in loro l’amore per la lettura e la letteratura, ed il tema di questo percorso facilita l’opera, poichè i ragazzi si dimostrano attenti e curiosi in merito all’argomento.
Anche se devo ammettere che per quanto riguarda alcuni punti di vista sono quasi totalmente estranei alla questione, e lo domostrano con le loro considerazioni. Il mio primo approccio con loro, dopo essermi presentata ed aver presentato l’attività, è fare domande. Le prime tre sono a carattere generale: Che cos’è la legalità? Chi decide le leggi? Perchè? le altre domande che seguono sono a carattere personale. In che altri contesti (oltre allo “Stato”) vengono decise leggi e regole? Vi piace infrangere le regole? Pensate che gli adulti nella realtà in cui vivete, le rispettino?
Le risposte sono soprendenti. Le elenco in sottoinsiemi ordinati cercando di non commentarle, ma lasciando al lettore la possibilità di farlo.
Rarissimi casi a parte (due classi su 17 che erano davvero preparatissime in educazione civica), i ragazzi hanno dato delle risposte a secondo del loro sentire. Vedono la legalità come “qualcosa che si può fare senza infrangere la legge”; pensano che le leggi di uno Stato vengano decise: dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio, ma solo in ultima analisi si nomina il Parlamento. Percepiscono in modo chiaro che le leggi fanno in modo che non ci sia il caos tra la popolazione, ma non pensano che siano fatte in primo luogo per garantire benessere e felicità ai cittadini. Non fanno fatica a capire che ci sono delle leggi (che preferiamo chiamare Regole) a Scuola, a Casa, nel gruppo sportivo, nella Banda o nell’Orchestra, negli altri gruppi che si frequentano e nel gruppo di amici spontaneo.
Ai ragazzi PIACE infrangere le regole, anche se non si schierano per il sì o per il no, e preferiscono un “dipende” . Piace perchè è divertente; è emozionante; perchè bisogna fare i conti con il rischio e l’aspettativa di quello che può succedere; c’è un gusto particolare per l’attesa di essere scoperti; perchè si è liberi dai condizionamenti; perchè che certe regole sono così restrittive da “essere fatte per essere infrante”; perchè si può vedere il mondo da un punto di vista diverso; perchè altrimenti la vita è noiosa; perchè sono troppe!; perchè altri lo fanno; molto spesso capita che non ti accorgi di infrangere una regola, perchè sei troppo rpeso dal gioco; si infrangono con i grandi che fanno lo stesso con i piccoli.
Dipende dalla situazione, dal contesto, dalle persone con cui si è in compagnia. I ragazzi sentono il peso della punizione, della colpa. Si sentono responsabili se altre persone oltre a loro ci vanno di mezzo, e soprattutto se si fanno del male. Infrangerle fa perdere senso al gioco, e alla bellezza dello stare insieme,offende le persone e magari i tuoi amici più stretti. Si seguono le regole perchè è un segno di rispetto nei confronti della famiglia e del gruppo dove vengono decise.
Gli adulti e le regole è un punto sul quale tutte le classi sono state d’accordo: predicano bene e razzolano male, per usare un detto famoso. ho chiesto loro di concentrarsi sul vissuto quotidiano (il loro quartiere, il condominio, la famiglia). Gli adulti risultano poco coerenti, sono i primi ad eludere le regole o a cercare una scappatoia (soprattutto i maschi), violano sopratutto il codice della strada (passano con il rosso, parcheggiano negli stalli proibiti) e le regole di condominio e i maggiori problemi li danno gli anziani, i quali si lamentano del gioco, del rumore e della musica.
Il mio percorso si conclude con due o tre assaggi di lettura, dove ragazzi come loro si sono trovati a fronteggiare dei problemi di legalità. Alle parole delle storia lascio il campo, per non offrire “ricette” ma punti di vista diversi per un problema che riguarda tutti. Coerenza, buon senso, disponibilità, gentilezza, consapevolezza, tenacia… sono soltanto alcuni degli strumenti a nostra disposizione.



L’attività con la classe seconda della scuola primaria mi consente di sviluppare l’ultima delle cinque tipologie di percorsi che ho elaborato per quest’anno: il laboratorio di kamishibai. l’attività procede su due tappe. La prima prevede che i bambini scoprano cosa vuol dire illustrare, ed ascoltino due storie lette con l’uso del kamishibai. In seguito presento loro dei libri con illustrazioni di tipo diverso: da quelle estremamente elaborate e di grande effetto (le tempere di Alessandra D’Este; la carta a strappo di Gek Tessaro e il candore di Marije Tolman, solo per fare degli esempi), a quelle estremamente semplici come “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, “Piccolo cerchio e gran quadrato” di Anne Bertier o “C’era una volta” di fabrizio Silei. Tutto questo gioco verrà ripreso nella seconda parte, quando i bambini potranno rappresentare una tavola di una storia che ideeranno con la loro maestra, illustreranno con me e rappresenteranno con il kamishibai.