
Lunedì 25 marzo 2013 mi sono dedicata ad una lunga giornata all’interno della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna. Dopo aver curiosato all’interno di alcuni stand italiani (Topipittori, LaMargherita, Babalibri, IlGiocoDiLeggere, Orecchio Acerbo, Artebambini) ed essermi fieramente trovata aggiornatissima sulle nuove pubblicazioni, mi sono dedicata all’ascolto di due interventi in merito alla letteratura per ragazzi. Il primo era intitolato “Il punto sulla narrativa per ragazzi” ed era condotto da Eros Miari, Nicola Galli Laforest, Anselmo Roveda e Caterina Ramonda, moderati da Giovanni Nucci. Hanno tenuto molto alto il livello delle loro argomentazioni, presentando degli spunti interessanti nella loro chiacchierata. Si sono trovati tutti d’accordo sul fatto che sta scemando la

tendenza al pubblicare romanzi di genere fantastico e distopico (“Hunger Games” di Suzanne Collins), per citare un solo esempio) e si sta puntando sul genere reale e sociale. Nicola Galli Laforest mira ancora più a fondo e propone quattro categorie di romanzi che popolano il panorama attuale. Distopico fantascientifico, Gotico sentimentale, Fiabesco e Sick Lit, la letteratura del dolore (“Sette Minuti dopo la Mezzanotte” di Siobhan Dowd) e in ultimo il ritorno della natura e degli animali,come se in un mondo in cui tutto cambia piuttosto velocemente, si senta il bisogno di tornare alle radici, per il bisogno di ancorarsi bene a qualcosa dal significato profondo. Pone l’attenzione anche

all’importanza del visivo per le nuove generazioni (tutti coloro nati dopo il 1991 vengono definiti ‘nativi digitali’) citando di nuovo “Sette Minuti dopo la Mezzanotte” per il meraviglioso apparato di illustrazioni, “La stanza delle Meraviglie” di Brian Selznick e “Le cronache di Harris Burdick” di Van Allsburg, nate con un felicissimo espediente letterario. Caterina Ramonda si collega allo spunto sull’importanza del visivo citando la narrativa digitale, che in altre nazioni (Korea, Lituania) è estemamente più sviluppata dell’Italia. Un primo passo importante c’è stata proprio alla prima edizione di TOC 2013 (Tools of Change for Publishing) che ha dato il premio per l’e-book del romanzo “War Horse” di Michael Morpurgo. Caterina Ramonda sottolinea il fatto che ora un lettore può avere a disposizione il libro, l’e-booke il film e che questo è un primo imprescindibile passo per una nuova fruizione dell’editoria. Anselmo Roveda dichiara: “Tifo per la carta!” e afferma che il digitale è una sfida, ma che autori e programmatori non sono ancora in grado di dialogare tra loro per tradurre un messaggio che abbia esiti favorevoli. Il libro è una forma storica e da altrepossibilità di fruzione rispetto al digitale. Non importa il supporto, ma la narrazione. Eros Miari si dichiara amante del libro di carta, pensa che il digitale esista in forme che devono ancora evolvere e che probabilmente cambieranno il modo di fare narrazione, ma non a breve. Pensa che il digitale proposto dall’esempio di War Horse sottragga tempo al lettore. Caterina Ramonda pensa invece che il lettore applichi un modo diveso nell’utilizzare ciò che ha adisposizione e che questo possa mescolare e moltiplicare la lettura.
Come cambieranno le narrazioni? Gli uomini primitivi illustravano le caverne… Il nostro cevello come ascolterà? Come leggerà le storie?
