Comincia con oggi una serie di incontri per i bambini che frequentano l’ora delle Storie a Palazzolo dello Stella e che si protrarrà fino agli inizi del prossimo anno.
Il 31 ottobre leggeremo delle fiabe con il buio, in occasione della festa americana di Halloween, che anticipa i riti di Ognissanti rispetto alla tradizione italiana e trasformeremo poi le matite in matite… stregate, personalizzandole con i personaggi delle storie che abbiamo ascoltato insieme.
Il 20 Novembre, in occasione della Settimana Regionale nati per leggere, che quest’anno è stata riconosciuta a livello Nazionale (!) leggeremo le migliori storie dedicate ai bambini da zero a sei anni, scelte dagli incaricati regionali ed inserite nella Bibliografia 2013.
Il 4 dicembre invece ci dedicheremo a Santa Lucia, alla Befana, a San Nicolò e a Babbo Natale, e prepareremo delle semplici e graziose decorazioni con materiali di recupero.
Ma la collaborazione con la biblioteca di Palazzolo dello Stella continua con una serie di sei incontri per tutte le classi dei bambini della scuola dell’Infanzia. Le insegnanti hanno proposto il tema degli animali; lo svilupperò presentando loro varie tipologie di storie e di testi: picture books (albi illustrati), pop-up books, silent books (libri senza testo). Al termine degli incontri, i bambini piccoli realizzeranno un animaletto in 3 dimensioni usando solo un foglio di cartoncino e delle forbici, i medi e i grandi invece si cimenteranno nella realizzazione di un animale con la tecnica della carta a strappo.
Ho concluso la scorsa settimana una serie di appuntamenti con i bambini delle scuole dell’Infanzia di San Giovanni e Casarsa. Per la prima volta ho lavorato con classi di bambini miste ovvero con classi che comprendevano i piccoli, i medi e i grandi. Ho quindi sviluppato storie e attività a livello differenziato.
I temi erano “gli animali del territorio” e “lo scorrere del tempo”
Il risultato è stato molto gradevole!
Animali con carta a strappo – laboratorio per i bambini ‘medi’
Animali con carta a strappo – laboratorio per i bambini ‘medi’
“Uno zoo nella mia mano” – libro tattile – attività per i bambini ‘piccoli’
Il libro del tempo -laboratorio per i bambini ‘piccoli’ – libro tattile
Il 21 marzo ho concluso in bellezza la lunga esperienza con i bambini della scuola primaria “Risultive” di Bertiolo, iniziata a dicembre. La classe seconda si è cimentata con la progettazione di una storia con il kamishibai. Nella prima fase i bambini si sono divertiti ad ascoltare le storie proposte con il kamishibai dell’editore Artebambini, “Il Cavallo e il soldato” e “L’albero e la strega” di Gek Tessaro ed hanno potuto leggere e sfogliare albi illustrati che presentavano tecniche di illustrazione diverse. Carta a strappo, carta a strappo e collage, acrilico e tempera,…
Lettura libera “Il pallone giallo”
A conclusione dell’attività si sono divertiti a creare una storia. Ho posizionato nel centro della stanza dei recipienti, sui quali erano indicati gli ingredienti di una storia: il/i protagonista/i, l’antagonista, gli aiutanti, l’oggetto magico, le peripezie, i luoghi. Ho consegnato ad ogni bambino 6 foglietti di carta, con il compito di scriverne uno per ogni categoria. Alla fine del lavoro di composizione, abbiamo spogliato le schede e i bambini hanno votato le proposte che sembravano loro migliori. Ci siamo dati appuntamento al mese successivo: io avrei fornito loro un nuovo kamishibai e dei materiali per produrre una storia, mentre nel frattempo con la loro insegnante avrebbero realizzato un piccolo racconto in base agli elementi scelti.
Disegnamo la bozza della scenaScegliamo il colore del personaggio, strappiamo la carta, incolliamo
E’ sbocciata dalla loro fantasia, la bella storia di amicizia di Drago e Coccodrillo. L’abbiamo divisa in 12 scene e i bambini, lavorando a coppie su una stessa tavola, l’hanno illustrata tutta… o quasi! 🙂 Poi hanno riposto le loro tavole in un kamishibai di cartone e lo hanno portato a scuola con loro per mostrarlo ai compagni.
ancora qualche dettaglio…
…un altro po’…Adesso Horror è perfetto!
Ottimo lavoro, bambini! BRAVI!
Grazie maestra! E grazie alla mitica bibliotecaria Marica!
A seguito di alcuni riferimenti fatti da Monica Monachesi durante la giornata di corso a Sarmede, nelle settimane segunti mi sono documentata in merito alla figura e all’opera di Bruno Munari. Per ogni dettaglio tecnico e biografico, rimando al sito ufficiale del “AssociazioneBruno Munari”, all’url: www.brunomunari.it, dove si possono trovare anche le splendide fotografie contenute nei testi sui quali mi sono documentata. “Giocare con tatto”, “Laboratori tattili”, “Nello studio con Munari”, “Il castello dei bambini a Tokyo”, “Per fare un libro”, “Percorsi in spazio libero”, solo per citarne alcuni. Mi sono concentrata in particolare sulla parte che Munari dedica al libro in un primo momento come oggetto e come forma d’arte visiva e in un secondo momento come veicolo di messaggi semplici e complessi. Ne sono rimasta incantata. Riporto il pensiero di Munari, che ho interiorizzato nel proporre alcuni laboratori nella biblioteca di Dignano (UD).
Libro illeggibile_1
“Si potrebbe progettare un insieme di oggetti che sembrano libri, ma che siano tutti diversi per informazione visiva, tattile, materica, sonora, termica, ma tutti dello stesso formato come i volumi di una enciclopedia, che però contiene tutto il sapere o perlomeno molte informazioni diverse. Questi libretti, piccoli perché devono stare agevolmente nelle mani di un bambino di tre anni, potrebbero essere costruiti con materiali diversi, con rilegature diverse, con colori diversi naturalmente, e su ogni libretto ci sarà un unico titolo uguale per tutti: libro. Il titolo sarà messo in modo che comunque il libro sia preso in mano risulti dritto.
Libro illeggibile_2: la prima pagina si solleva per lasciare vedere la seconda pagina…
Quindi la copertina avrà il suo titolo e anche capovolgendo il libro si trova un’altra copertina uguale su quella che di solito è detta “la quarta” di copertina. Ne segue che nella progettazione del “messaggio” interno al libro, l’impostazione di questo debba essere simmetrica in modo che comunque venga preso in mano il libro, il messaggio ha un nesso logico. Come certe frasi che si leggono uguali sia cominciando la lettura da destra verso sinistra, sia viceversa. Questi messaggi non dovrebbero essere delle storie letterarie compiute come le favole, perché questo condiziona molto il bambino, in modo ripetitivo e non creativo. Tutti sanno che i bambini amano farsi ripetere la stessa storia tante volte, e ogni volta il bambino se la fissa bene nella memoria, finché
Libro illeggibile_3: tavole pronte per la rilegatura!
da adulto decorerà la sua villa in campagna con i sette nani e biancaneve di cemento colorato. Così si distrugge nel bambino la possibilità di avere un pensiero elastico, pronto a modificarsi secondo l’esperienza e la conoscenza. Bisogna, fin che si è in tempo, abituare l’individuo a pensare, a immaginare, a fantasticare, a essere creativo. Ecco perché questi libretti sono soltanto degli stimoli visivi, tattili, sonori, termici, materici. Essi dovrebbero dare la sensazione che i libri sono degli oggetti fatti così e che hanno dentro delle sorprese molto varie. La cultura è fatta di sorprese, cioè di quello che prima non si sapeva, e bisogna essere pronti a riceverle e non a rifiutarle per paura che crolli il nostro castello che ci siamo costruiti.
[…] Questo è un problema di sperimentazione delle possibilità di comunicazione visiva del materiale editoriale e delle sue tecniche. Normalmente quando si pensa ai libri si pensa a dei testi, di vario genere: letterario, filosofico, storico, saggistico ecc., da stampare sulle pagine. Poco interesse viene portato alla carta e alla rilegatura del libro e al colore dell’inchiostro, a tutti quegli elementi con i quali si realizza il libro come oggetto. Poco interesse viene
Libro illeggibile_4: il libro “esce” da sè e prosegue sul tavolo…
dedicato ai caratteri da stampa e ancora meno agli spazi bianchi, ai margini, alla numerazione delle pagine, e a tutto il resto. Lo scopo di questa sperimentazione è stato quello di vedere se è possibile usare il materiale col quale si fa un libro (escluso il testo) come linguaggio visivo. Il problema quindi è: si può comunicare visivamente e tattilmente, solo con i mezzi editoriali di produzione di un libro? Ovvero: il libro come oggetto, indipendentemente dalle parole stampate, può comunicare qualcosa?” Bruno Munari, Da cosa nasce cosa
Il 20 gennaio 2012 ho seguito un giorno intensivo di
io al lavoro
corso a Sarmede (nel 2011 avevo seguito un corso di narrazione di 4 giorni con Giacomo Bizzai). Ques’anno ho scelto di dedicarmi all’albo illustrato, seguendo il corso tenuto da Monica Monachesi. Lei è la responsabile dei contatti internazionali con editori ed illustratori e da 15 anni curatore della Mostra Internazionale di illustrazione per l’infanzia “Le Immagini della Fantasia”, che si tiene a Sarmede (TV) da ormai 30 anni.
Dal corso spero di ottenere dei suggerimenti su
Alice ed io condividiamo…la fantasia!
come proporre libri belli ai bambini, di ottenere nuovi spunti su titoli e tematiche ed anche di… mettere le mani in pasta, visto che la nostra maestra ci ha fornito una lista di materiali da portare (fogli di tutti i tipi, pennelli, pastelli secchi e a cera, forbici, colla…).
Monica mi piace già nel momento in cui entra in aula. Sorride e saluta allegra, ci osserva tutti, appoggia sulla cattedra due gigantesche borse zeppe
I lavoro di Marta (editor di libri per bambini non vedenti)
di libri. Si presenta in modo umilissimo (ma sappiamo tutti quante cose fa e cosa rappresenta), poi inizia a darci la sua visione di che cosa significa per lei osservare un albo illustrato, permeandola con una scelta precisa di testi (le borsone a mano a mano si svuotano per finire sui nostri tavoli), riferimenti ad autori ed illustratori e ad esperienze fatte da lei o viste fare negli studi degli artisti. Quando racconta è come ascoltare delle piccole magie che si dispiegano davanti agli occhi, riporto quelle che mi sono rimaste nel cuore.
“I libri vanno consumati con intelligenza: non tutto piace, e non tutto è bello, quinid abbiamo il diritto/dovere di indignarci davanti a un testo che NON è bello. Io però appena ho in mano un albo illustrato, sogno subito cosa poteri farci con i miei bambini (oltre a godermi la storia, ovvio!)”
“L’azione dei libri è sconosciuta e profonda”: non possiamo sapere subito come, quando e quanto la mente di un bambino subirà il fascino di una storia. E in questo sta il bello di presentargliela”.
Queste potrebbero essere le linee guida per chi ha a che fare con gli albi illustrati. Scegliere bei libri, osservandoli per estrarre un ABC della bellezza e cogliere delle idee base, che una volta fatte proprie possono essere replicate, trasformate, rimescolate
Un serpente/drago di pazienza, opera di Lara
(non dimentichiamoci che lo facevano anche gli artisit rinascimentali: copiavano la bellezza!!!). Poi le letture vanno intrecciate con interdisciplinarietà per offrire nuova bellezza.
Il libro è un incontro di mani, mente, occhi, cuore, emozioni, ed è un dialogo. Un dialogo organico tra il testo e l’illustrazione. Un dialogo funzionale tra chi legge e chi ascolta e tra libro e lettore. Qualsiasi dialogo porta confronto e il confronto genera crescita. Il libro illustrato nel suo essere specifico semplifica codici espressivi complessi ed aiuta il bambino che lo legge ad esprimersi. Bruno Munari diceva che un bambino che si esprime è un bambino creativo, e un bambino creativo è un bambino felice. La fantasia, diceva sempre Munari, rappresenta le relazioni che il cervello fa con ciò che conosce. Più conoscenza porta più relazioni e quindi più fantasia.
La bellezza è importante per crescere liberi (diceva Josef Brodskij) e la bellezza viene dalle cose semplici. Michelangelo Buonarroti diceva che “è un’arte per via di levare”. Monica a proposito ci presenta: “Leo, Meo o Teo” di Max Bolliger, “Due amici” di Józef Wilkon, “Leopantera” di Józef e Piotr Wilkon, “La passeggiata di un distratto”, “Un leone a parigi” e “Che cos’è un bambino”di Beatrice Alemagna, “Fiore e spina” di Loretta Serofilli, “Obax” di Andrè Neves, “Filo di fata” e “Il viaggio di Adele”di Aurélia Fronty, “Il flauto del pastore” di Max Bolliger, “Los mil blancos dos esquimales” di M. Matoso,…
I miei tre lavori
La visita guidata alla mostra dell’illustrazione mi lascia a bocca aperta davanti a “Zoo Logico” di Emmanuelle Grundmann, “Alfabeto delle faibe” di Bruno Tognolini”, “La voce dei colori” di Jimmy Liao, “Et pourquoi pas tu?” di Maddalena Matoso, “La gigantesca piccola cosa” di Beatrice Alemagna.
La mattinata ci priva di ogni energia, e dopo un lauto pranzetto in allegria al “Bar Favola”, ci mettiamo al lavoro. Prima di tutto proviamo gli acrilici: conori dalle tinte brillanti che si asciugano in poco tempo e possono essere immediatemente utilizzati per trasformare il foglio bianco in – ! – illustrazione!!!
La fantasia alberga in noi…
Le mie prove con l’acrilico
… se le diamo il giusto TEMPO. “Creativity requires time” è il titolo di questo graziosissimo video sulla fantasia, scaricabile da you tube all’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=VPbjSnZnWP0
Mercoledì 19 dicembre si sono conclusi gli incontri con le classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado (le vecchie Medie) della città di Udine che mi sono state affidate dalla Biblioteca Civica V.Joppi. Il tema delle animazioni dell’anno in corso, scelto dalla biblioteca per tutte le animazioni di “Biblioteca&Scuola”- Ragazzi e “Biblioteca&Scuola”- Giovani , è in raccordo con gli altri grandi centri di promozione culturale (EnteRegionaleTeatrale e Cooperativa Damatrà solo per citarne alcuni) ed è la legalità.
Ho visitato otto istituti scolastici, tenendo l’incontro nelle aule scolastiche oppure nelle biblioteche di circoscrizione, ho incontrato i ragazzi di diciassette classi. Il mio obiettivo è suscitare o rafforzare in loro l’amore per la lettura e la letteratura, ed il tema di questo percorso facilita l’opera, poichè i ragazzi si dimostrano attenti e curiosi in merito all’argomento.
Anche se devo ammettere che per quanto riguarda alcuni punti di vista sono quasi totalmente estranei alla questione, e lo domostrano con le loro considerazioni. Il mio primo approccio con loro, dopo essermi presentata ed aver presentato l’attività, è fare domande. Le prime tre sono a carattere generale: Che cos’è la legalità? Chi decide le leggi? Perchè? le altre domande che seguono sono a carattere personale. In che altri contesti (oltre allo “Stato”) vengono decise leggi e regole? Vi piace infrangere le regole? Pensate che gli adulti nella realtà in cui vivete, le rispettino?
Le risposte sono soprendenti. Le elenco in sottoinsiemi ordinati cercando di non commentarle, ma lasciando al lettore la possibilità di farlo.
Rarissimi casi a parte (due classi su 17 che erano davvero preparatissime in educazione civica), i ragazzi hanno dato delle risposte a secondo del loro sentire. Vedono la legalità come “qualcosa che si può fare senza infrangere la legge”; pensano che le leggi di uno Stato vengano decise: dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio, ma solo in ultima analisi si nomina il Parlamento. Percepiscono in modo chiaro che le leggi fanno in modo che non ci sia il caos tra la popolazione, ma non pensano che siano fatte in primo luogo per garantire benessere e felicità ai cittadini. Non fanno fatica a capire che ci sono delle leggi (che preferiamo chiamare Regole) a Scuola, a Casa, nel gruppo sportivo, nella Banda o nell’Orchestra, negli altri gruppi che si frequentano e nel gruppo di amici spontaneo.
Ai ragazzi PIACE infrangere le regole, anche se non si schierano per il sì o per il no, e preferiscono un “dipende” . Piace perchè è divertente; è emozionante; perchè bisogna fare i conti con il rischio e l’aspettativa di quello che può succedere; c’è un gusto particolare per l’attesa di essere scoperti; perchè si è liberi dai condizionamenti; perchè che certe regole sono così restrittive da “essere fatte per essere infrante”; perchè si può vedere il mondo da un punto di vista diverso; perchè altrimenti la vita è noiosa; perchè sono troppe!; perchè altri lo fanno; molto spesso capita che non ti accorgi di infrangere una regola, perchè sei troppo rpeso dal gioco; si infrangono con i grandi che fanno lo stesso con i piccoli.
Dipende dalla situazione, dal contesto, dalle persone con cui si è in compagnia. I ragazzi sentono il peso della punizione, della colpa. Si sentono responsabili se altre persone oltre a loro ci vanno di mezzo, e soprattutto se si fanno del male. Infrangerle fa perdere senso al gioco, e alla bellezza dello stare insieme,offende le persone e magari i tuoi amici più stretti. Si seguono le regole perchè è un segno di rispetto nei confronti della famiglia e del gruppo dove vengono decise.
Gli adulti e le regole è un punto sul quale tutte le classi sono state d’accordo: predicano bene e razzolano male, per usare un detto famoso. ho chiesto loro di concentrarsi sul vissuto quotidiano (il loro quartiere, il condominio, la famiglia). Gli adulti risultano poco coerenti, sono i primi ad eludere le regole o a cercare una scappatoia (soprattutto i maschi), violano sopratutto il codice della strada (passano con il rosso, parcheggiano negli stalli proibiti) e le regole di condominio e i maggiori problemi li danno gli anziani, i quali si lamentano del gioco, del rumore e della musica.
Il mio percorso si conclude con due o tre assaggi di lettura, dove ragazzi come loro si sono trovati a fronteggiare dei problemi di legalità. Alle parole delle storia lascio il campo, per non offrire “ricette” ma punti di vista diversi per un problema che riguarda tutti. Coerenza, buon senso, disponibilità, gentilezza, consapevolezza, tenacia… sono soltanto alcuni degli strumenti a nostra disposizione.
Di certo il percorso più allegro ed imprevedibile, quello con le classi della scuola primaria. Le “Storie su misura” mi consentono di non rimanere strettamente concentrata su un tema specifico e i racconti che propongo in gran parte vengono scelti dai bambini, catturati dalle immagini delle copertine o dalle parole chiave del titolo che riescono a “catturare”.
“Due blu” di David A.Carter
La parte migliore resta sempre il dopo-lettura, quando i bambini sono autorizzati a prendere in mano i libri che ho presentato e a leggerli e ri-leggerli da soli e con i compagni al fianco.
Maestre motivate, bambini interessati ed attenti. Lo scambio è stato proficuo: loro hanno imparato a fare ginnastica prima di leggere, mentre io ho imparato come si saluta e si ringrazia con e senza… volume!
Le mie collaborazioni con le biblioteche mi hanno portato a Bertiolo. La biblioteca è piccola ed accogliente ed è situata accanto alla Scuola dell’Infanzia, non molto lontano dalla sede della scuola Primaria. Un luogo ideale per favorire la collaborazione tra i due istituti. Marica Stocco, la bibliotecaria, durante la delicatissima accoglienza che mi ha reservato in attesa dell’arrivo dei bambini, mi spiega che la biblioteca sta investendo sulle attività “di routine” per la scuola dell’infanzia e per la primaria, ma anche sulle attività più specifiche per le mamme in attesa e per i bimbi al di sotto della fascia NpL (che va dai 6 ai 36 mesi di vita), attraverso la scuola delle Doule. Si spalanca una porta su un mondo a me ingoto, e qui colgo l’occasione per re-indirizzarvi al sito: www.mondo-doula.it.
L’attività con la classe seconda della scuola primaria mi consente di sviluppare l’ultima delle cinque tipologie di percorsi che ho elaborato per quest’anno: il laboratorio di kamishibai. l’attività procede su due tappe. La prima prevede che i bambini scoprano cosa vuol dire illustrare, ed ascoltino due storie lette con l’uso del kamishibai. In seguito presento loro dei libri con illustrazioni di tipo diverso: da quelle estremamente elaborate e di grande effetto (le tempere di Alessandra D’Este; la carta a strappo di Gek Tessaro e il candore di Marije Tolman, solo per fare degli esempi), a quelle estremamente semplici come “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, “Piccolo cerchio e gran quadrato” di Anne Bertier o “C’era una volta” di fabrizio Silei. Tutto questo gioco verrà ripreso nella seconda parte, quando i bambini potranno rappresentare una tavola di una storia che ideeranno con la loro maestra, illustreranno con me e rappresenteranno con il kamishibai.
I bambini hanno scelto i protagonisti, i luoghi, l’antagonista, l’oggetto magico. a me il compito di tirare le fila della storia, in modo da proporre una canovaccio che accontenti tutti… Per ora della storia sappiamo che i protagonisti saranno un drago ed un coccodrillo…
Mi sono cimentata per la prima volta quest’anno nel proporre la storia della fabbricazione dei libri ai bambini delle scuole elementari. Attività riuscita per l’interesse e la curiosità dei partecipanti ed anche per la loro resistenza, poiché la prima parte – storica – prevedeva molto meno gioco rispetto alla seconda – ludica – nella quale i bambini hanno potuto giocare con formati di libro diversi, toccare con mano alcuni pezzi di storia del libro.
Dalla Cina a Pergamo, a Fabriano, passando poi per Magonza e intrufolandoci in alcuni monasteri speciali in Italia e Irlanda… abbiamo visto un rotolo di seta (Cina, 3000 a.C), le tavolette di argilla di Ebla (Siria, Aleppo, 2700 a.C), un pezzettino di papiro, le tavolette cerate di epoca romana, le riproduzioni a stampa di acluni codici miniati su pergamena.
Quando arriva la carta fatta a mano proveniente dal Museo della carta e della filigrana di Fabriano (1100 d.C), sono tutti distesi per terra con il naso all’insù, mentre sopra le loro teste passo a mostrare l’effetto che fa la filigrana in controluce. Carte di vari formati, pennini, inchiostri di china, un libro cucito e rilegato a mano.L’e-book che presenta “Alice in Wonderland” con i disegni originali di Lewis Carrolli affascina relativamente. Preferiscono giocare con i libri fatti di carta, con fionde, effetti ottici, illustrazioni che li spingono a cercare il dettaglio nascosto. Libri in scanimation e pop-up sono molto apprezzati, ma anche la storia con il kamishibai (Il cavallo e il soldato, Gek Tessaro) ottiene il bis (L’albero e la strega, Gek Tessaro).
E qual è il libro più vecchio del Mondo? E quello più grande? Quello più piccolo? E quello più vasto? 🙂 Siete curiosi?
Il più vecchio è il Diamond Sutra, finito di stampare in Cina, l’11 maggio 868, ed è un testo religioso buddista.
Il più grande è il Klencke Atlas, donato dai mercanti Olandesi a re Carlo II d’Inghilterra per celebrare la sua restaurazione nel 1660.
Il più piccolo è posseduto dal museo Gutenberg di Mainz (Magonza). Ogni pagina del libro (3,5 x 3,5 millimetri), contiene il Padre Nostro in sette lingue.
Il più vasto è costituito da 730 tavole di pietra, con due facce ciascuna, ognuna è larga 107 centimetri, alta 153 centimetri e spessa 13 centimetri. E’ situato nella Kuthodaw pagoda ai piedi della collina di Mandalay, Myanmar (Burma) ed è anch’esso un testo religioso buddista. Ogni tavola di pietra possiede una pagoda che lo protegge, tutte disposte attorno ad una pagoda centrale.
E infine guardate che facce da… flag book!
Come sempre, un caro grande grazie a Federica Domini, mitica bibliotecaria!
come di consueto la terza settimana del mese di novembre festeggia la giornata dei diritti dei bambini (21 novembre) e coincide con la settimana Nati per Leggere, dove le biblioteche enfatizzano maggiormente le attività di ascolto delle storie dedicate ai bambini dai 6 ai 36 mesi e dai 4 agli 8 anni.
Ho avuto l’occasione di svolgere delle letture con laboratorio per i piccoli utenti delle Biblioteche del Sistema di Latisana, un’esperienza nuova ed indubbiamente divertente, nonchè ricca di utili stimoli per la mia futura organizzazione dei laboratori.
Nella biblioteca di Teor, ho avuto modo di sperimentare con successo il laboratorio di narrazione, tratto dal libro “C’era una volta…” di Fabrizio Silei, edito da Artebambini nel 2011. Nel libro viene presentata una storia composta da soggetti sempre diversi che l’autore crea partendo da alcuni pezzi di carta gialli e rossi tagliati in forme predefinite. Ispirandomi ai principi base dei Nati per leggere, dove è indispensabile che i genitori narrino le storie ai bambini se desiderano avviarli ad un amore costante per la lettura, ho pensato che l’attività di assemblaggio venisse condivisa tra bambini e genitori. Il gruppo ristretto di bambini e adulti ha permesso la buona riuscita dell’attività, garantendo il confronto e il divertimento.
Nella bella biblioteca di Rivignano ho avuto modo di cimentarmi con un gruppo di bambini più eterogeneo (età 3-8) e purtroppo per i più piccoli ho compromesso la buona riuscita del laboratorio. Avrei dovuto proporre un tipo di attività su due livelli, ma non ero preparata. Per le due coppie di bambini più grandi, il laboratorio di creazione/scomposizione di un animale fantastico (era il tema delle storie lette) a mano libera e in tandem è stato ben sperimentato. Per i più piccoli, nonostante l’aiuto dei genitori è stato troppo elaborato, poichè la loro concezione di spazio e di composizione è ovviamente limitata se non assente.
Nella biblioteca di Ronchis, ospitata in alcune delle stanze dell’istituto scolastico, c’è stata una grandissima affluenza di pubblico omogeneo (25 bambini). L’attività di lettura è riuscita molto bene, i bambini sono stati quasi tutti degli ottimi ascoltatori e sono riusciti a seguire le storie, cimentandosi poi nella narrazione a più voci di libri senza testo (“Il libro rosso” di Barbara Lehmann e “Oltre l’albero…” di Mariana Sadat) perfettamente riuscita, nonostante il gran numero di presenze potesse far sorgere qualche perplessità in tale sperimentazione.
Il tema delle storie era “un libro chiuso in una favola” e come attività di laboratorio i bambini hanno creato con le loro mani un flagbookcolorato.
Un grazie speciale a Nada Minutti e a Maria Duratti, le bibliotecarie che ho incontrato in questa settimana e che hanno reso possibile con ogni mezzo la riuscita degli incontri!