Tributo ad una giovanissima autrice friulana emergente

Articolo di Maura Delle Case, tratto da  «Il messaggero», domenica 6 gennaio 2013

TRICESIMO. Scrittori non ci s’improvvisa. E Aurora Ovan, giovane studentessa di Tricesimo, con la penna non ha improvvisato. Nonostante abbia soli 16 anni, il suo primo romanzo, Il mio destino – Clieh il potere della terra, uscito da qualche mese per la Seneca edizioni di Torino, è frutto di una lunga frequentazione della scrittura, incentivata da mamma Laomi e papà Paolo fin da quando era piccolissima. Aurora scrive ormai da ormai dieci anni.
Lo fa – parola sua – più per necessità che per passione. Per creare un mondo diverso, girare tra le lettere le vite dei suoi personaggi, regalare emozioni e brividi all’anima di chi legge. Ambizioso per una sedicenne. Lei si schernisce. «Non mi è mai piaciuto mettermi in mostra – confessa – e quando i miei amici raccontano ad altri che ho scritto un libro mi sento in grande imbarazzo». Vince comunque il richiamo di carta e penna (o forse dovremmo dire del più prosaico pc), tanto che Aurora, di romanzo, non si è accontentata d’averne scritto uno e nel mentre sta per essere ristampata la sua prima fatica, segno evidente dell’apprezzamento del pubblico, è già di nuovo al lavoro. «Ho deciso – spiega – di scrivere una trilogia. Da qualche mese ho iniziato a lavorare al secondo episodio di cui ho già scritto cinquanta pagine. Dovrebbe uscire entro la prossima estate».

Ma andiamo con ordine. Torniamo all’esordio. A Il mio destino, 192 pagine di puro fantasy che si possono acquistare su tutti i principali distributori di libri on line e anche in due librerie udinesi, alla Friuli e alla Moderna. Le vicende narrate nel romanzo ruotano attorno a Clieh, una giovane regina – che ha molto di Aurora – obbligata a occuparsi del suo Regno dopo la morte del padre e l’“abbandono” della madre. In quest’avventura, la protagonista non sarà sola: avrà al suo fianco una presenza che vive nella sua mente e che ne accompagna ogni scelta.

«Ho iniziato a scrivere questo libro – racconta l’autrice – nell’ottobre 2011, a 15 anni. Mi trovavo con le mani in mano durante un’ora di supplenza, a scuola, quando i pensieri iniziarono a indugiare sull’esistenza del destino. Partendo da quella domanda scrissi le prime pagine, poi una storia più lunga fino a quando mi sono trovata nelle mani un romanzo compiuto, un’avventura che era cresciuta con me». E che ha sedotto una casa editrice, la torinese Seneca, cui Aurora ha strappato un contratto addirittura decennale. «Per timore di un condizionamento negativo dovuto alla mia età, all’inizio ho spedito il manoscritto senza dire dei miei 16 anni – rivela -, poi però, quando a Torino lo hanno scoperto, non hanno fatto una piega.

Il suo futuro sembra scritto… e invece no. D’altronde, cosa ci si può aspettare di scontato da una giovanissima che alla sua “tenera” età ha già un romanzo all’attivo e uno in cantiere? Nulla. «Senz’altro, finito il liceo scientifico Malignani, andrò all’università», dice sicura. Lettere? Macché. Bioarchitettura. Le sue passioni? Oltre alla scrittura, cui dedica le vacanze e un paio di ore la settimana, «in genere la notte, perché prima viene lo studio», ci sono la danza del ventre e la musica. Leggere?

«Un dovere e possibilmente sarebbe bene cimentarsi un po’ con tutti i generi, anche quelli che non piacciono – suggerisce Aurora -. Mi sono tenuta per molto tempo alla larga dal fantasy perché non volevo essere influenzata, ma invece è importante conoscere il più possibile». Se deve dire grazie a qualcuno non ha dubbi. «È stata mia mamma – conclude -, fin da quando ero piccolissima (le sue prime cento pagine le ha messe insieme a soli dieci anni), a spronarmi a scrivere, a prendere in mano la penna ogni qualvolta non sapevo che fare. Ho due genitori fantastici: mi hanno sempre dato molta fiducia e mi hanno insegnato a fare tutto quello che so».

NOTIZIE SULL’AUTRICE

Aurora Ovan, studentessa del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate Arturo Malignani di Udine, scrive racconti da quando ne ha memoria, da quando le hanno insegnato ad impugnare una matita. Scrivere non è un hobby, un lavoro, una passione per lei. È un’esigenza. Una necessità. Quasi un bisogno fisico. Poter creare un mondo diverso, poter girare tra le lettere le vite dei suoi personaggi a piacimento, poter regalare emozioni e brividi all’anima di chi legge. Narrare per lei significa concedere l’opportunità di abbandonarsi al piacere di un sogno che ti distoglie dalla realtà quotidiana. Significa regalare una visione diversa, offrire una dimensione surreale nella quale perdersi, significa catturare l’immaginazione e lasciare che sia essa stessa a guidarti. Scrive perché la rende in pace con sé stessa. Scrive per trasmettere ciò anche agli altri.(fonte:www.comune.tricesimo.ud.it)

LA TRAMA DEL PRIMO LIBRO

Clieh è una regina. Una giovane regina obbligata ad occuparsi di un Regno intero dopo la morte del padre e la codardia della madre, che ha preferito viaggiare invece che prendersi le proprie responsabilità. Ma Clieh non è mai sola: una presenza, una creatura, un’identità vive nella sua mente e la accompagna durante tutta la sua infanzia. Con lo scorrere del tempo, Clieh imparerà a conoscere un lato di sé tenuto nascosto e incredibilmente potente, mentre la guerra e gli incontri con altri giovani come lei cambieranno totalmente la sua vita. Ma la presenza che giace tra le sue membra e che di volta in volta le appare accanto carpirà ogni possibile sua scelta, cercherà di guidarla diversamente, di persuaderla, di convincerla a fare ciò che Egli vuole. Sarà capace, Clieh, di stringere tra le mani le redini della sua vita e cancellare la storia che il Destino aveva scritto per lei?(fonte:www.ibs.it)

“Assaggialibri – Legge(re) è uguale per tutti” nelle Biblioteche della città di Udine

Mercoledì 19 dicembre si sono conclusi gli incontri con le classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado (le vecchie Medie) della città di Udine che mi sono state affidate dalla Biblioteca Civica V.Joppi.  Il tema delle animazioni dell’anno in corso, scelto dalla biblioteca per tutte le animazioni di “Biblioteca&Scuola”- Ragazzi e “Biblioteca&Scuola”- Giovani , è in raccordo con gli altri grandi centri di promozione culturale (EnteRegionaleTeatrale e Cooperativa Damatrà solo per citarne alcuni) ed è la legalità.

Ho visitato otto istituti scolastici, tenendo l’incontro nelle aule scolastiche oppure nelle biblioteche di circoscrizione, ho incontrato i ragazzi di diciassette classi. Il mio obiettivo è suscitare o rafforzare in loro l’amore per la lettura e la letteratura, ed il tema di questo percorso facilita l’opera, poichè i ragazzi si dimostrano attenti e curiosi in merito all’argomento.

Anche se devo ammettere che per quanto riguarda alcuni punti di vista sono quasi totalmente estranei alla questione, e lo domostrano con le loro considerazioni. Il mio primo approccio con loro, dopo essermi presentata ed aver presentato l’attività, è fare domande. Le prime tre sono a carattere generale: Che cos’è la legalità? Chi decide le leggi? Perchè? le altre domande che seguono sono a carattere personale. In che altri contesti (oltre allo “Stato”) vengono decise leggi e regole? Vi piace infrangere le regole? Pensate che gli adulti nella realtà in cui vivete, le rispettino?

Le risposte sono soprendenti. Le elenco in sottoinsiemi ordinati cercando di non commentarle, ma lasciando al lettore la possibilità di farlo.

Rarissimi casi a parte (due classi su 17 che erano davvero preparatissime in educazione civica), i ragazzi hanno dato delle risposte a secondo del loro sentire. Vedono la legalità come “qualcosa che si può fare senza infrangere la legge”; pensano che le leggi di uno Stato vengano decise: dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio, ma solo in ultima analisi si nomina il Parlamento. Percepiscono in modo chiaro che le leggi fanno in modo che non ci sia il caos tra la popolazione, ma non pensano che siano fatte in primo luogo per garantire benessere e felicità ai cittadini. Non fanno fatica a capire che ci sono delle leggi (che preferiamo chiamare Regole) a Scuola, a Casa, nel gruppo sportivo, nella Banda o nell’Orchestra, negli altri gruppi che si frequentano e nel gruppo di amici spontaneo.

Ai ragazzi PIACE infrangere le regole, anche se non si schierano per il sì o per il no, e preferiscono un “dipende” . Piace perchè è divertente; è emozionante; perchè bisogna fare i conti con il rischio e l’aspettativa di quello che può succedere; c’è un gusto particolare per l’attesa di essere scoperti; perchè si è liberi dai condizionamenti; perchè che certe regole sono così restrittive da “essere fatte per essere infrante”; perchè si può vedere il mondo da un punto di vista diverso; perchè altrimenti la vita è noiosa; perchè sono troppe!; perchè altri lo fanno; molto spesso capita che non ti accorgi di infrangere una regola, perchè sei troppo rpeso dal gioco; si infrangono con i grandi che fanno lo stesso con i piccoli.

Dipende dalla situazione, dal contesto, dalle persone con cui si è in compagnia. I ragazzi sentono il peso della punizione, della colpa. Si sentono responsabili se altre persone oltre a loro ci vanno di mezzo, e soprattutto se si fanno del male. Infrangerle fa perdere senso al gioco, e alla bellezza dello stare insieme,offende le persone e magari i tuoi amici più stretti. Si seguono le regole perchè è un segno di rispetto nei confronti della famiglia e del gruppo dove vengono decise.

Gli adulti e le regole è un punto sul quale tutte le classi sono state d’accordo: predicano bene e razzolano male, per usare un detto famoso. ho chiesto loro di concentrarsi sul vissuto quotidiano (il loro quartiere, il condominio, la famiglia). Gli adulti risultano poco coerenti, sono i primi ad eludere le regole o a cercare una scappatoia (soprattutto i maschi), violano sopratutto il codice della strada (passano con il rosso, parcheggiano negli stalli proibiti) e le regole di condominio e i maggiori problemi li danno gli anziani, i quali si lamentano del gioco, del rumore e della musica.

Il mio percorso si conclude con due o tre assaggi di lettura, dove ragazzi come loro si sono trovati a fronteggiare dei problemi di legalità. Alle parole delle storia lascio il campo, per non offrire “ricette” ma punti di vista diversi per un problema che riguarda tutti. Coerenza, buon senso, disponibilità, gentilezza, consapevolezza, tenacia… sono soltanto alcuni degli strumenti a nostra disposizione.

“Storie su misura” in Biblioteca a Bertiolo

 

Bambini a caccia di storie
Bambini a caccia di storie

Di certo il percorso più allegro ed imprevedibile, quello con le classi della scuola primaria. Le “Storie su misura” mi consentono di non rimanere strettamente concentrata su un tema specifico e i racconti che propongo in gran parte vengono scelti dai bambini, catturati dalle immagini delle copertine o dalle parole chiave del titolo che riescono a “catturare”.

"Due blu" di David A.Carter
“Due blu” di David A.Carter

La parte migliore resta sempre il dopo-lettura, quando i bambini sono autorizzati a prendere in mano i libri che ho presentato e a leggerli e ri-leggerli da soli e con i compagni al fianco.

Maestre motivate, bambini interessati ed attenti. Lo scambio è stato proficuo: loro hanno imparato a fare ginnastica prima di leggere, mentre io ho imparato come si saluta e si ringrazia con e senza… volume!

Grazie maestre, grazie bambini

e grazie Marica!

Laboratorio di kamishibai nella Biblioteca di Bertiolo

Le mie collaborazioni con le biblioteche mi hanno portato a Bertiolo. La biblioteca è piccola ed accogliente ed è situata accanto alla Scuola dell’Infanzia, non molto lontano dalla sede della scuola Primaria. Un luogo ideale per favorire la collaborazione tra i due istituti. Marica Stocco, la bibliotecaria, durante la delicatissima accoglienza che mi ha reservato in attesa dell’arrivo dei bambini, mi spiega che la biblioteca sta investendo sulle attività “di routine” per la scuola dell’infanzia e per la primaria, ma anche sulle attività più specifiche per le mamme in attesa e per i bimbi al di sotto della fascia NpL (che va dai 6 ai 36 mesi di vita), attraverso la scuola delle Doule. Si spalanca una porta su un mondo a me ingoto, e qui colgo l’occasione per re-indirizzarvi al sito: www.mondo-doula.it.

IMG_4427L’attività con la classe seconda della scuola primaria mi consente di sviluppare l’ultima delle cinque tipologie di percorsi che ho elaborato per quest’anno: il laboratorio di kamishibai. l’attività procede su due tappe. La prima prevede che i bambini scoprano cosa vuol dire illustrare, ed ascoltino due storie lette con l’uso del kamishibai. In seguito presento loro dei libri con illustrazioni di tipo diverso: da quelle estremamente elaborate e di grande effetto (le tempere di Alessandra D’Este; la carta a strappo di Gek Tessaro e il candore di Marije Tolman, solo per fare degli esempi), a quelle estremamente semplici come “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, “Piccolo cerchio e gran quadrato” di Anne Bertier o “C’era una volta” di fabrizio Silei. Tutto questo gioco verrà ripreso nella seconda parte, quando i bambini potranno rappresentare una tavola di una storia che ideeranno con la loro maestra, illustreranno con me e rappresenteranno con il kamishibai.

I bambini hanno scelto i protagonisti, i luoghi, l’antagonista, l’oggetto magico. a me il compito di tirare le fila della storia, in modo da proporre una canovaccio che accontenti tutti… Per ora della storia sappiamo che i protagonisti saranno un drago ed un coccodrillo…

Appuntamento al 31 gennaio 2013!

 

 

“Dal rotolo all’e-book, passando per il libro” nella biblioteca di Dignano

Dal rotolo all'e-bookMi sono cimentata per la prima volta quest’anno nel proporre la storia della fabbricazione dei libri ai bambini delle scuole elementari. Attività riuscita per l’interesse e la curiosità dei partecipanti ed anche per la loro resistenza, poiché la prima parte – storica – prevedeva molto meno gioco rispetto alla seconda – ludica – nella quale i bambini hanno potuto giocare con formati di libro diversi, toccare con mano alcuni pezzi di storia del libro.

Dalla Cina a Pergamo, a Fabriano, passando poi per Magonza e intrufolandoci in alcuni monasteri speciali in Italia e Irlanda… abbiamo visto un rotolo di seta (Cina, 3000 a.C), le tavolette di argilla di Ebla (Siria, Aleppo, 2700 a.C), un pezzettino di papiro, le tavolette cerate di epoca romana, le riproduzioni a stampa di acluni codici miniati su pergamena.

Quando arriva la carta fatta a mano proveniente dal Museo della carta e della filigrana di Fabriano (1100 d.C), sono tutti distesi per terra con il naso all’insù, mentre sopra le loro teste passo a mostrare l’effetto che fa la filigrana in controluce. Carte di vari formati, pennini, inchiostri di china, un libro cucito e rilegato a mano.L’e-book che presenta “Alice in Wonderland” con i disegni originali di Lewis Carrolli affascina relativamente. Preferiscono giocare con i libri fatti di carta, con fionde, effetti ottici, illustrazioni che li spingono a cercare il dettaglio nascosto. Libri in scanimationpop-up sono molto apprezzati, ma anche la storia con il kamishibai (Il cavallo e il soldato, Gek Tessaro) ottiene il bis (L’albero e la strega, Gek Tessaro).

E qual è il libro più vecchio del Mondo? E quello più grande? Quello più piccolo? E quello più vasto? 🙂 Siete curiosi?

Il più vecchio è il Diamond Sutra, finito di stampare in Cina, l’11 maggio 868, ed è un testo religioso buddista.

Il più grande è il Klencke Atlas, donato dai mercanti Olandesi a re Carlo II d’Inghilterra per celebrare la sua restaurazione nel 1660.

Il più piccolo è posseduto dal museo Gutenberg di Mainz (Magonza). Ogni pagina del libro (3,5 x 3,5 millimetri), contiene il Padre Nostro in sette lingue.

Il più vasto è costituito da 730 tavole di pietra, con due facce ciascuna, ognuna è larga  107 centimetri, alta 153 centimetri e spessa 13 centimetri. E’ situato nella Kuthodaw pagoda ai piedi della collina di Mandalay, Myanmar (Burma) ed è anch’esso un testo religioso buddista. Ogni tavola di pietra possiede una pagoda che lo protegge, tutte disposte attorno ad una pagoda centrale.

E infine guardate che facce da… flag book!

Facce da flagbook

Come sempre, un caro grande grazie a Federica Domini, mitica bibliotecaria!

Storie su misura nelle Biblioteche del Sistema “Cuore dello Stella”

come di consueto la terza settimana del mese di novembre festeggia la giornata dei diritti dei bambini (21 novembre) e coincide con la settimana Nati per Leggere, dove le biblioteche enfatizzano maggiormente le attività di ascolto delle storie dedicate ai bambini dai 6 ai 36 mesi e dai 4 agli 8 anni.

C'era una volta... F. Silei - La reinterpretazione di AndreaHo avuto l’occasione di svolgere delle letture con laboratorio per i piccoli utenti delle Biblioteche del Sistema di Latisana, un’esperienza nuova ed indubbiamente divertente, nonchè ricca di utili stimoli per la mia futura organizzazione dei laboratori.

Nella biblioteca di Teor, ho avuto modo di sperimentare con successo il laboratorio di narrazione, tratto dal libro “C’era una volta…” di Fabrizio Silei, edito da Artebambini nel 2011. Nel libro viene presentata una storia composta da soggetti sempre diversi che l’autore crea partendo da alcuni pezzi di carta gialli e rossi tagliati in forme predefinite. Ispirandomi ai principi base dei Nati per leggere, dove è indispensabile che i genitori narrino le storie ai bambini se desiderano avviarli ad un amore costante per la lettura, ho pensato che l’attività di assemblaggio venisse condivisa tra bambini e genitori. Il gruppo ristretto di bambini e adulti ha permesso la buona riuscita dell’attività, garantendo il confronto e il divertimento.

Nella bella biblioteca di Rivignano ho avuto modo di cimentarmi con un gruppo di bambini più eterogeneo (età 3-8) e purtroppo per i più piccoli ho compromesso la buona riuscita del C'era una volta... F. Silei - la reinterpretazione di Matildelaboratorio. Avrei dovuto proporre un tipo di attività su due livelli, ma non ero preparata. Per le due coppie di bambini più grandi, il laboratorio di creazione/scomposizione di un animale fantastico (era il tema delle storie lette) a mano libera e in tandem è stato ben sperimentato. Per i più piccoli, nonostante l’aiuto dei genitori è stato troppo elaborato, poichè la loro concezione di spazio e di composizione è ovviamente limitata se non assente.

Nella biblioteca di Ronchis, ospitata in alcune delle stanze dell’istituto scolastico, c’è stata una grandissima affluenza di pubblico omogeneo (25 bambini). L’attività di lettura è riuscita molto bene, i bambini sono stati quasi tutti degli ottimi ascoltatori e sono riusciti a seguire le storie, cimentandosi poi nella narrazione a più voci di libri senza testo (“Il libro rosso” di Barbara Lehmann e “Oltre l’albero…” di Mariana Sadat) perfettamente riuscita, nonostante il gran numero di presenze potesse far sorgere qualche perplessità in tale sperimentazione.

Il tema delle storie era “un libro chiuso in una favola” e come attività di laboratorio i bambini hanno creato con le loro mani un flagbookcolorato.

Due esempi di flagbook

Un grazie speciale a Nada Minutti e a Maria Duratti, le bibliotecarie che ho incontrato in questa settimana e che hanno reso possibile con ogni mezzo la riuscita degli incontri!

“Animalibri” a Dignano: che spettacolo!

IMG_4379Pubblico curioso e attonito quello delle classi prima seconda e terza della scuola primaria di Dignano, che hanno assistito al laboratorio portando le loro conoscenze e facendosi catturare dal desiderio di scoperta di nuovi libri e nuove storie.

Non sono riuscita a realizzare il laboratorio, ma il momento di visione del materiale librario che avevo con me si è rivelato il miglior gioco, pur occupando il tempo che avevo riservato per il laboratorio.

Da soli, a coppie e a gruppetti, i bambini hanno sfogliato e toccato le storie, talvolta motivando da soli e reinterpretando le scelte degli illustratori.

 

Qualche simpatico commento:

Libri senza testo (La casa sull’albero; Il pallone giallo; Il libro rosso) :IMG_4614

“non ha messo le parole, perchè così ognuno si inventa la sua storia. Se no, che gusto c’è?”

problemi di prospettiva per “Il cavallo e il soldato”:

“Io non ho mai visto un cavallo grande come le case…”

In merito all’alfabeto Braille:

“Si sente con le dita!”

“Ma come si impara? E come si riconoscono le lettere?”

Il finale con il kamishibai ha concluso degnamente un lungo pomeriggio di narrazione e gioco.

Complimenti, bambini!

Libri illeggibili Bruno Munari

“Animalibri” nella biblioteca di Dignano

Sto ultimando la preparazione per il laboratorio di libri animati richiesto dalla Biblioteca Civica di Dignano. L’idea di base è esplorare dei libri in formato speciale (pop-up, con finestrelle, con i buchi, senza testo, con carte transvision, a fisarmonica, in formato testa coda, tattili…) per poi proporre ai bambini la ri-stesura della storia di “Giorgetto: l’animale che cambia aspetto” di Claudette Kraemer, edizione italiana a cura dell’Istituto Nazionale pro Ciechi. 

Partecipazione con iscrizione, però, dice che saranno presenti 30 bambini.

Stato: panico. Il numero è elevatissimo per la gestione di un laboratorio, ma gli splendidi spazi organizzativi della biblioteca lo consentono.

Lo zaino è fatto, tutto è pronto!

“Storie su misura” nella biblioteca di Talmassons

primo appuntamento con le letture per i bambini dai 4 agli 8 anni, si comincia con un pubblico nuovo in una nuova biblioteca.

Quindici attentissime paia di occhi contemplano con me le storie che racconto, per una lunghissima ora non vola una mosca, si sentono sono gli sbuffi di sorriso e il battito di mani quando le parole della storia si esauriscono e il libro si chiude. Ho davanti a me una platea di bambini molto allenati all’ascolto.

KamishibaiL’apoteosi arriva con le storie raccontate con il kamishibai, grazie a Gek Tessaro e al suo strepitoso “Il cavallo e il soldato”!

Grazie ad Angela, bibliotecaria precisa e appassionata, per l’accoglienza nella sua biblioteca e all’assessore alla cultura del comune di Talmassons per avermi dato la possibilità di raccontare nuove storie ai loro piccoli grandi lettori!