Io come te… trasmettere l’empatia

Continua la collaborazione con la Biblioteca di Codroipo, che quest’anno mi ha chiesto di proporre ai ragazzi di quatra elementare delle letture sul tema scelto dai professionisti che partecipano al programma regionale Crescere Leggendo  e al coordinamento regionale per la lettura 0-18. Questa 6a edizione prevede di mettersi “nei panni degli altri” e tra le tante declinazioni del tema (i travestimenti, lo scambio di posto, lo scambio di casa, …) io ho scelto l’empatia, cioè la capacità di “sentire l’altro”.

E così ho deciso di raccontare loro  L’incredibile storia di Lavinia di Bianca Pitzorno, L’occhio del lupo di Daniel Pennac, Come addestrare un Drago di Cressida Cowell (primo libro della fortunata serie che ha ispirato la Dreamworks per la creazione dei film e delle serie di Dragon Trainer), Il gioco del silenzio di Adrew Clements. In tutte queste storie i protagonisti, per volere o per forza, si mettono nei panni degli altri, sentono e vivono quello che c’è nei cuori dell’altro, nella buona e nella cattiva sorte. E ovviamente imparano, crescono e scoprono il valore dello stare insieme.

Non ho voluto però fermarmi ai romanzi. Forse ho voluto fare un passo indietro (o in avanti) proponendo loro anche degli albi illustrati. Ho scelto Flotsam e Sector7 di Daid Wiesner, Viaggio di Aaron Becker, due storie senza parole in cui è il lettore stesso che si mette eni panni del protagonista. Il mare nel deserto di Silvia Paradisi, illustrato Leticia Ruifernandez, Amali e l’albero di Chiara Lorenzoni, illustrato da Paolo Domeniconi, che narrano due storie di perdita e ritrovamento e per salutarci e rimanere connessi con tutto quello che succede lontano e vicino da noi, Nel mondo ci sono di Benoit Marchon, storia che consiglio a tutti, forse non l’albo illustrato ‘perfetto’, ma sicuramente un testo che vi farà tremare il cuore come ha fatto con i ragazzi e le maestre che lo hanno apprezzato in questi incontri.

Settimana nazionale NpL 2016: Storie in Valigia per il Sistema SeBiCo

Storie in Valigia a Spilimbergo
Storie in Valigia a Tramonti di Sopra

Sono particolarmente felice di aver portato la magia del kamishibai negli asili e nelle biblioteche di questo sistema. Tramonti di Sopra, Forgaria, Pinzano, Castelnovo e infine proprio in biblioteca a Spilimbergo, là dove io da bambina andavo ad ascoltare le storie…

Ho visto sguardi di bambini stupiti che allo sfilare dell’ultimo disegno, quando la voce non parlava più chiedevano: ancora! ancora!

E sguardi di adulti che si lasciavano portar via dalla visione delle immagini e dal suono curato delle parole.

Grazie a tutti, al pubblico e ai mitici bibliotecari di questo Sistema!

#unlibrolungoungiorno2016

Terza giornata regionale per il fomento della lettura – 28 ottobre 2016

Momenti di lettura all’interno dei negozi del centro di Spilimbergo

Il FOMENTO è da vocabolario “quanto serve ad alimentare il fuoco”.
Leggere è una passione, un fuoco e come tale deve essere continuamente alimentata. Venerdì 28 ottobre 2016 insegnanti, ragazzi, bibliotecari, lettori di professione e lettori volontari, amministratori, librai, pediatri, scrittori, papà, mamme, nonni, baby sitter e tutti quelli che hanno il piacere di partecipare si passano idealmente il testimone in questa giornata dedicata alle LETTURE AD ALTA VOCE E AL PIACERE DI LEGGERE INSIEME. In ogni luogo della regione si può partecipare attivamente alla diffusione della lettura in ambito familiare, scolastico e sociale.

Chi?
Tutti! Sia le istituzioni (biblioteche, scuole di ogni ordine e grado, associazioni, gruppi organizzati, librerie…), che i singoli cittadini, famiglie, squadre sportive, gruppi di amici…

Cosa?
Gli insegnanti si accordano per una giornata “a scuola senza zaino” dove ogni studente è invitato a portare il suo libro preferito / ogni ora di lezione comincia con una breve lettura ad alta voce / le classi si scambiano proposte di lettura / la biblioteca organizza un’apertura serale per le storie al lume di candela / il sindaco posta un personale invito alla lettura sul sito istituzionale del Comune / i lettori volontari organizzano letture a domicilio / in famiglia si decide di spegnere la TV e accendere una storia / si invitano

Al Consiglio Comunale dei Ragazzi, l’assessore legge un brano del suo libro preferito di quando era bambino

gli amici a casa per un libro party / in libreria si preparano delle buste con dentro un breve incipit da regalare ai clienti con l’invito ad aprirle in compagnia / in treno o in corriera i viaggiatori si scambiano letture / e chi più ne pensa più ne fa!

Vi rimando al sito ufficiale dell’iniziativa: http://crescereleggendo.it/category/un-libro-lungo-un-giorno/

A Spilimbergo, al mattino, abbiamo letto per i bambini delle scuole elementati ospitati dai negozianti del centro. In contemporanea i Ragazzi delle scuole medie hanno corso una staffetta per comporre la scritta “un libro lungo un giorno” nella piazza centrale del corso. Nel pomeriggio nella seduta straordianria del CCR, l’assessore ha letto un pezzo del suo libro del cuore di quand’era ragazzo.

La scuola delle storie: libri, immagini e suggestioni per un’estate da lettori

Questo seminario è stato organizzato dalle Biblioteche del Servizio Bibliotecario Convenzionato dello Spilimberghese. Eros Miari (esperto di letteratura per ragazzi e fondatore della casa Editrice Equilibri di Modena) era stato invitato a presentare un intervento per gli insegnanti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, in preparazione all’assegnazione delle letture estive. Mi dichiaro subito di parte: conosco il relatore da un po’ di anni, e vado matta per il suo modo di relazionarsi con ragazzi ed adulti. Ha letto una lunga rosa di assaggi di lettura per noi ascoltatori. Ha letto e ci ha incantato. perchè lui non è una di quelle voci che legge in modo pomposo, con molta enfasi e gesticolando teatralmente. No. Lui legge come se stesse bevendo un caffè, con semplicità, con naturalezza, ma gustando ogni parola, perchè non tutti gli assaggi di lettura sipossono gustare come un caffè. ce ne sono alcuni che invece ti arrivano dalle orecchie allo stomaco come una mattonata. Legge per sè e legge per chi lo ascolta, mai annoiato, mai stanco, nonsotante il ritmo incalzante. Non ci sono pause, il tempo è poco e prezioso. Ha tenuto lo stesso seminario in 5 ore qualche settimana fa. Noi ne abbiamo due. Pronti, via: riporto alcuje considerazioni che sento profondamente come mie, titoli di romanzi importanti che sono stati citati.

Si parte dall’elogio della lettura e di ciò che può indurre il lettore a fare, con il racconto del cortometraggio “I fantastici libri volanti di Mr Morris Lessmore” (e chi non ha pianto almento una volta durante la visione, non ha sentimenti umani, il testo purtroppo non rende allo stesso modo). A questo amore si fa seguire l’odio: l’odio per la lettrua a scuola, poichè la lettura è una materia scolastica (che invece dovrebbe ssere la lettratura): “Lettori si cresce” di Giusi Marchetta. Ne “Il lettore infinto”, Aidan Chambers rende chiaro che la letteratura non è la comunicazione di un fatto, ma la narrazione di una storia o la trasmissione di un piacere derivante dall’uso delle parole. Le antologie scolastiche parcellizzano il sapere, uccidono il piacere de romanzo se al lettore non è stata instillata la curiosità di andare a cercare il romanzo integrale.

L’educazione alla lettura non concede scorciatorie. Perchè la lettura autonoma è un processo faticoso di apprendimento. Il bambino comincia ad apprezzare le storie che ascolta e che vengono lette per lui. Poi deve cavarsela (gradualmente) da solo. La riuscita di questo ultimo obiettivo passa per alcuni punti: offrirgli tempo per leggere, offrirgli dei buoni libri, presentargli dei buoni maestri della lettura. Ne “Il mio mondo a testa in giù” di Bernard Friot, viene presentata la Favolatelegramma. Non  è letteratura: è uno schema, il racconto di un fatto che ad una seconda lettura non apòporta niente di più alla nostra lettura. Nell’albo “Fortunatamente” di Remy Charlip, dopo le prime pagine il lettore è fortemente coinvolto. C’è una formula che richiama il coinvolgimento : Fortunatamente… Sfortunatamente. Questa è la lettura che ci turba, ci fa riflettere, dimostra e testimonia l’espereinza della vita degli uomini e ci porta vicino agli altri. In “Per una letteratura senza aggettivi” di Maria teresa Andruetto, la lettura è scoprta, speranza ed ascolto dell’altro. In “Urlo di mamma” di Jutta Bauer, la parola spezza e ricuce. Cura. In “Una parola dopo l’altra” di Patricia Mc Lachlan,l la parola scritta avvicina agli altri e a sè stessi e permette di affrontare il dolore.

E da sempre le storie aiutano a conoscerci e a riconoscerci.

In un progetto di lettura è più importante il libro o il lettore? Dipende dal progetto. Bisogna ricordarsi che libro e lettore vanno insieme. Bisogna conscere i lettori tipici e sopratutto quelli atipici, che saranno quelli che incontreremo. Bisogna conoscere la letteratura per l’infanzia. Bisogna conoscere i libri, e non va bene che qualcuno ce ne abbia parlato in mode entusiasta, dobbiamo leggerli e devono piacerci per poterli trasmettere. Bisogna saper valutare un libro: i lettori ai quali è indirizzato devono poter affrontare lo stile e il tema.

Il sistema di ricompense supera quello degli ostacoli. La lettura autonoma di bei libri per ragazzi da parte dei ragazzi è possibile.

Dalla carta al web. Andata e ritorno

Recentemente ho potuto dedicarmi alla mia formazione. Ho potuto seguire a breve distanza di tempo, due corsi di aggiornamento organizzati non molto lontano da casa. Il primo era un corso di aggiornamento organizzato dalla Fondazione Pordenonelegge e si intitolava “Dalla carta alla stampa. Andata e ritorno” e nella presentazione che mi era prevenuta, vedeva come interlocutori Beatrice Masini (scrittrice, editor e traduttrice di romanzi per ragazzi. Harry Potter è così perfettamente tradotto perchè lo ha tradotto lei) e Giuseppe Riva docente di Psicologia della Comunicazione all’Università Cattolica del sacro Cuore di Milano.

Ad ascoltare Beatrice Masini non ci si annoierebbe mai, da grande affabulatrice qual è, perfettamente padrona dei contenuti e della situazione. Presentando una prima parte di dati statistici, la relatrice ha sostenuto il fatto che in Italia la letteratura per la fascia 0-6 va piuttosto bene, molto meglio rispetto alle fasce 7-12 o 13-16 per non parlare della 17-19. Gli adulti sembra non leggano, rispetto ai ragazzi. Fascia 0-6 che vede delle case editrici molto serie e preparate che offrono proposte di lettura di alto livello, genitori che si interessano di soddisfare i bisogni dei loro piccolissimi più che dei figli già grandicelli. A questo punto Beatrice Masini cita un evento vissuto in prima persona: era stata invitata ad una fiera del libro nel meridione d’Italia assieme ad altri autori ed illustratori. Nel convivio serale che chiudeva la manifestazione una illustratrice era accompagnata dalla figlia di 18 mesi e dal marito. La Masini si sente in dovere di condividere con noi le sue preplessità in merito al fatto di far partecipare ad una serata una bambina così piccola che invece avrebbe altre necessità, tra le quali essere messa a dormire ad ore consone. Poichè però la mamma della pargola partecipa all discussione, Beatrice ed altri colgono l’occasione per chiederle cosa legge lei alla figlia, che testi sceglie. L’illustratrice risponde che sua figlia sa scegliere prefettamente da sola i suoi testi. Il delicato sorriso ironico che si dipinge allora sulle labbra della Masini ci fa capire che lei avrebbe voluto infierire ulteriormente sulla giovane e forse l’ha fatto, ma ci lascia così, incuriositi, sottolineando il fatto che i bambini e i ragazzi NON sono in grado di scegliere e comprendere consapevolmente un testo fino almeno all fine delle scuole secondarie di primo grado. Le sue considerazioni si spostano quindi ai generi che non tramontano mai, fatta eccezione per i trend del momento che vedono il consumo delle emozioni in prima battuta (After, My dilemma is you per citarne due): i fantasy con piccole e grandi contaminazioni (elven fantasy, steampunk,  distopico, ucronia). In questo momento, con sua somma soddisfazione, il mercato editoriale inizia ad offrire anche dei testi di qualità e cita il premio Andersen 2015 per la miglior divulgazione scintifica: “Mini di Nicola Davies con illustrazioni di Emily Sutton, Editoriale Scienza”. La sua presentazione prosegue tra poche considerazioni nuove alle mie orecchie, ma comunque importanti per chi progetta attività di promozione della lettura : prestare attenzione alla qualità dei testi, lasciarsi  guidare e consigliare da riviste specialistiche, dalle proposte di case editrici piccole che pubblicano poco ma pubblicano scelto, stare attenti ai fenomeni editoriali del momento, che però non implicano la qualità. Ha fornito un ulteriore strumento per la scelta citando “scelte di classe” una pubblicazione che viene edita ogni due anni a seguito di un premio letterario assegnato nell’aera delle biblioteche del Lazio. Beatrice Masini ha inoltre confermato che salvo certe nuove (piccole) case editrici, non ci sono state grandi novità per la fascia 7-12, viviamo ancora di rendita dalle EL, Elle, Einaudi, Mondadori, Battello a Vapore e Salani con i buoni titoli di qundici/venti anni fa. In perfetto orario e senza altro che una domanda di approfondimento di un’animatore che l’ha fatta a suo uso e consumo, slegandosi dalla trattazione della relatrice, godiamo una pausa ad acqua e biscotti (!!!) fornita dall’organizzazione e ci prepariamo all’ascolto di Giuseppe Riva.

Il docente si presenta in poche battute e cattura l’attenzione come oratore, convincendoci con il suo sapere. Ha preparato delle slides che non legge ma commenta, presentando per quasi ognuna di loro esperienze personali o fatti accaduti presi ad esempio. Il salto tra la Masini e Riva è notevole, ciò nonostante non si fatica a seguirlo. Inizia a parlare dell’approccio ai media da parte dei bambini e dei ragazzi, completamente diverso rispetto a quello degli adulti sopra i 40 anni (i Millennials, conosciuti anche come Generazione Y, Millennial Generation, Generation Next o Net Generation, nati tra la fine degli anni ottanta e l’11 settembre) che ormai faticano ad avere un approccio dinamico con cellulari, decoder, televisioni, Internet e tablet e spesso si vedono sorpassare dal dodicenne (nativo digitale, nato dopo il 2000) che ‘smanetta’ con una maggiore precisione. Questo apre a cascata una serie di problemi: non potendo evitare il contatto con la tecnologia, il buon senso dovrebbe spingere ogni genitore a limitare l’uso di Internet, TV e cellulari da parte degli utenti giovanissimi, ma ciò non avviene. Inoltre non c’è un codice etico nè delle linee guida per aiutare alla scelta e sensibilizzare all’uso della tecnologia. L’uso consapevole viene fatto solo da poche persone sensibili che si pongono alcuni problemi: quando e quanto ususfruirne? Con chi? Che genere di prodotto? A quale età cominciare? Dai bambini di 9 mesi che lo usano come gioco a tavola e nelle tavolate importanti come cene e ritrovi tra parenti e matrimoni, a bambini più grandicelli che vengono parcheggiati davanti al tablet o al telefinino per ore “così non disturbano” o nei momenti in cui si potrebbero godere un po’ di relax a guardare il cielo o a godersi il paesaggio mentre ci si sposta in macchina “perchè altrimenti si annoiano”, … la casistica potrebbe essere interminabile. La frase che mi ha colpito è che “tablet e cellulare ci fanno vivere il concetto di spazio e di tempo in una forma nuova”. In effetti, me ne rendo conto quando cammino per strada a getto un occhio agli utenti del bar. Sono presenti fisicamente eppure non sono lì con il pensiero. Sono oltre, attraverso lo schermo proiettano il loro pensiero in luoghi remoti. Il tempo sfugge inclemente al controllo e se il docente fino a questo momento ha presentato la parte “distruttiva” noi vorremoo sapere il seguito… C’è del buono nella nuova tecnologia? Eccome, ecco perchè non vedo l’ora di andare in biblioteca a reperire i testi che ha scritto.

Mi aspetto un confronto tra i due relatori, ma Beatrice Masini si è già ritirata, ha un’altra intervista stasera in una libreria e di tempo non ce n’è davvero più. Abbiamo fatto il viaggio di andata, ma il ritorno?

Mentre rientro, penso ai dettagli di stile che sono mancati. Il poco tempo concesso ai due oratori.  L’uditorio maleducato: è il primo convegno in cui mi capita che il relatore stesso chieda silenzio al microfono. Personalmente mi sono sentita sprofondare dalla vergogna.  La moderatrice che presenta appoggiata al muro e con le spalle rincagnate (segno di disagio) di tre quarti all’uditorio e con due ciocche di capelli a coprirle il viso come se fosse al bar a parlare con gli amici… presenta e sparisce, senza gestire il tempo in modo fruttuoso. E soprattutto, nessun tipo di bibliografia di riferimento da rilasciare agli ascoltatori… questo sì che è stato un smacco.

Mi porto a casa un bagaglio di domande e un po’ di certezze. Oggi mi sono messa all’ascolto di due persone competenti e di valore che hanno rafforzato il mio bagaglio culturale. Grazie!

“Siamo tutti fatti di molecole” Progetto Biblioteca&Scuola 2015_16 nelle scuole di Udine

Animalibro si rimette al lavoro: tra bavaglini, pappette e pannolini inaugura la prima collaborazione dell’anno con la Biblioteca Civica Joppi di Udine. Il progetto prende il nome dal titolo di un romanzo di Susin Nielsen, il tema sarà l’identità, i ragazzi interessati quelli della fascia della scuola secondaria di primo grado, classe seconda (insomma, le seconde medie). Una bella avventura su un tema per niente facile. Il progetto come di consueto prevede una parte dialogata con i ragazzi per sondare la loro personale carta di identità: come si sentono, a quali personaggi si ispirano, quali sono i punti di riferimento della loro giornata, cosa sognano, come si immaginano tra dieci anni… In questo gioco si alternano assaggi di lettura e considerazioni personali. Si parte il 2 marzo!

+ LEGGI + CRESCI 4° giornata regionale di formazione – 14 gennaio 2016

Marie-Aude Murail autografa i libriAmmetto che la quarta giornata regionale di formazione ha leggermente deluso le mie aspettative, o forse ero pronta ad ascoltare chissà quali parole rivoluzionarie… La giornata prevedeva una prima parte in cui l’uditorio poteva scegliere tra quattro seminari, ed una seconda parte che vedeva la lectio magistralis di Marie-Aude Murail dal tema “Plus on lit, plus on grandit” (più leggi, più cresci).

Il seminario con Giovanna Zoboli non è stato illuminante, probabilmente anche grazie alla sua difficoltà a relazionare davanti ad un grande pubblico. Mi aspettavo di ricavarne degli strumenti nuovi di azione durante le animazioni, invece… Dal suo intervento si evinceva la profonda cultura che la porta ad osservare la realtà editoriale, ma la mancanza della condivisione con l’uditorio di un apparato iconografico ha spiazzato… oppure, leggendola in positivo, ha volutamente lasciato dentro di noi la curiosità di andare a ricercare le poche immagini citate, nella speranza di incappare in altri esempi con lo stesso criterio di ricerca. Ciò che resta del suo intervento sono le citazioni dei libri ( Giovanna Zoboli non legge in modo appassionate), e il concetto che per leggere e comprendere un albo illustrato ci vogliono un sacco di competenze: quali esse siano e come si possano acquisire, ci è rimasto sconosciuto.

Il mistero e la grazia di Marie-Aude Murail (e della sua traduttrice), ha riproposto durante la lectio magistralis  delle idee universali (leggere ad alta voce i bambini a casa e ascuola, leggere prima di addormentarsi, leggere di tutto, leggere libri di carta che i bambini possono toccare per stimolare la loro fantasia, il linguaggio, il gusto per la narrazione e il gusto per la bellezza delle immagini) . Chi tra i bibliotecari coinvolti nel progetto ha seguito anche il suo intervento in mattinata, quando l’autrice ha incontrato i ragazzi, ha detto che è stata contenutisticamente molto più interessante. Magari si diverte molto di più ed è più sè stessa in un dialogo aperto con i ragazzi (l’intervento del pomeriggio invece era già stato scritto). La parte migliore è stata la condivisione delle sue esperienze di lettrice, e desidero riportarle qui. “per avere la voglia di leggere, il bambino devev vedere la madre e il padre leggere. se padre e madre non leggono, tocca all’insegnante trasmettere quella passione. Il bambino devev capire che la lettura non è un’occupazione puerile, ma è importante per diventare grandi. La mia passione è cresciuta con due lettori controversi. Mia madre, leggeva tutti i romanzi fino alla fine “Altrimenti come fai a sapere che cosa voleva dire l’autore?”. Mio padre invece aveva libri dappertutto e appena coglieva l’idea di che cosa l’autore voleva trasmetter, e chiudeva il libro“. Marie-Aude racconta di aver salvato tutti i libri del padre dopo la sua morte ed saverli portati in una casa in campagna. ha ritrovato così suo padre ed anche i testi che lui le aveva prestato durante l’adolescenza. “Per me il libro in formato cartaceo è il formato perfetto, per la lettura profonda. ha solo sè stesso da offrire. Da solo non ce la fa ad allontanare la TV o il cellulare, ma permette un rapporto esclusivo tra lui e il lettore. E’ un habitat dove vivono entrambi. Quando il lettore apre un libro, sottoscrive un contratto: il libro ti promette di essere solo con te. Solitudine, immersione, prendere la distanza e riflettere, testa a testa con l’autore. In lettura profonda. Fruscio. Sospiri nel sielnzio. E il ‘grazie’ quando chiudo un libro appena terminato e lo appoggio sul cuore…E così, scelgo di dare l’esempio e di non predere mai la speranza. Perchè solo colui che legge può trasmettere il gusto di leggere”

Speriamo quindi che continui ad avverarsi lo splendodo rapporto tra Marie-Aude e la scrittura, ed anche l’augurio  che Marie-Aude Murail ha invocato per me tramite il suo autorgrafo sulla mia copia di Miss Charity

“A Silvia, che la vita sia sempre all’altezza del tuo entusiasmo”La dedica sulla mia copia di Miss Charity