Promozione della lettura nelle Biblioteche del Sistema del Medio Friuli

Lo scorso anno ho esordito con la prima collaborazione in questo Sistema bibliotecario con la “ri/scoperta dei classici”, ed il risultato ha lasciato tutti soddisfatti. Quest’anno la graziosa nonché tostissima bibliotecaria coordinatrice del sistema (Paolaaaa) mi vuole… ancora di più!

Mi ha coinvolto in tre percorsi: il primo dedicato ai ragazzi del primo e secondo anno della scuola secondaria di primo grado “I classici scientifici”;  il secondo dedicato alle classi terze della scuola primaria, dedicato agli alberi; l’ultimo è una sfida per tutti ed è un percorso extrascolastico per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado.

Buone letture e buona avventura a tutti!

Settimana Nati per Leggere 2014

La settimana Nati per leggere quest’anno mi ha vista ritornare nelle biblioteche del Sistema del Cuore dello Stella: Rivignano, Pocenia, Ronchis visitando per la prima volta la biblitoeca di Latisana. Ho lavorato su tre tematiche differenti: l’acqua (Latisana), il prato (Rivignano e Ronchis) e l’albero (Pocenia). L’attività è stata gradita e ben calibrata in tutte le biblioteche, mi rimangono delle perplessità in merito al laboratorio svolto a Latisana. Per una serie di sfortunate coincidenze: non ero stata avvisata dell’anticipo di mezz’ora sull’orario concordato, quindi sono giunta sul posto con 15 minuti di ritardo, senza alcuna possibilità di preparare la stanza ed i materiali in modo a me congeniale. Per scelta  dell’organizzazione l’invito all’incontro è stato diffuso in tutte le scuole con una fascia 3 – 10, non rispettando quindi la fascia NpL all’interno della quale avevo circoscritto il tipo di testi da presentare. Non è stato compilato un registro dei partecipanti in fase di organizzazione, pertanto mi sono ritovata con una quarantina di bambini dai 2 agli 11 anni in una stanza piccola, senza finestre, caotica e sovraffollata. Non mi è stato possibile proporre l’animazione così come l’avevo pensata (esperire l’acqua, ascoltare racconti sull’acqua, disegnare l’acqua). Tutto si è risolto ad una “mera” lettura al termine della quale non ho potuto nemmeno proporre il piccolo laboratorio per mancanza di spazio e di materiali. Per il futuro mi ripropongo di risolvere questi inconvenienti, non solo pretendendo una migliore divisione per fasce d’età, ma anche trovando una soluzione alternativa nel momento in cui si presenti l’inconveniente. Spero che un po’ di esperienza faccia la coscienza.

Animalibro a Pocenia

 

Laboratorio sull'acqua

Disegnare l'acqua

Disegnare il prato

Bulli & Pupe – promozione della lettura per la Biblioteca Civica V. Joppi di Udine

Ho rinnovato per il 12 anno di seguito la collaborazione con la Sezione Ragazzi della Biblioteca Civica V. Joppi di Udine per proporre la promozione della lettura nelle classi della scuola secondaria di primo grado. Quest’anno mi è stato chiesto di lavorare su due progetti con tematiche differenti. Visto il successo del tema riguardante la guerra proposto lo scorso anno, la tematica verrà affrontata anche quest’anno per le classi terze. Un tema che presta degli spunti interessantissimi è invece quello sul bullismo, che si intitolerà “Bulli & Pupe” e che interesserà primo e secondo anno.
Rendendomi conto fin dall’inizio di sapere poco della dinamica del bullismo, relegandolo in senso stretto e generalizzato a degli atti di violenza ripetuti da parte di un singolo o di un gruppo contro una persona incapace di reagire, ho studiato un po’ prima di arrivare a strutturare il percorso. Non c’è stato alcun problema invece per la scelta dei testi: la letteratura per giovani adulti degli ultimi anni è molto ricca di titoli inerenti alla materia.
Ho deciso così di lasciare la parola ai ragazzi e ai libri, strutturando il tempo a disposizione in una dinamica di dialogo. Entro in classe presentandomi e presentando il percorso e poi propongo ai ragazzi il tema, avvisandoli che si strutturerà in un dialogo tra me e loro dove loro avranno la possibilità di scrivere il loro pensiero in forma anonima rispetto a tre domande prestabilite, che svelo man mano che il nostro incontro prende forma. Li avviso che non possiedo una ricetta antibullo, ma posso offrire loro degli strumenti di riflessione e forse anche di azione. Consegno ad ognuno di loro tre foglietti e pongo la prima domanda: “chi è/cosa fa un bullo?”. Il foglietto una volta compilato viene messo in un contenitore e una volta raccolti tutti i loro pensieri, propongo un assaggio di lettura relativo alla domanda che ho posto. Una volta terminato l’assaggio, lo commento e poi leggo a tutta la classe i loro pensieri. La fase finale è contestualizzare quello che hanno scritto loro. Certe definizioni sono davvero precisissime, meglio dei manuali, anche quando l’insegnante mi conferma di non averne mai parlato in modo dettagliato, prima. Proseguo nello stesso modo con la seconda domanda “Un bullo è felice? Perché?” e l’ultima “che cosa faccio se vedo un bullo in azione?”.
Il risultato, ad una prima occhiata ai questionari di verifica, è molto gradito agli insegnanti ed ai ragazzi; per me è fonte di ulteriori stimoli. I ragazzi più “maturi”, anche se stiamo parlando di ragazzini e ragazzine di 11-12 anni, hanno una percezione completa della dinamica del bullismo, ma purtroppo in quasi ogni intervento sottolineano il fatto che non sempre gli adulti sono delle persone che riescono ad affrontare i bulli e che quindi preferiscono minimizzare, ridicolizzare o non curarsi degli atti che vengono loro raccontati… Perché? Cosa manca loro? Senso di giustizia? Autorevolezza? Costanza? Appoggio da parte delle famiglie coinvolte?
Immagino non sia possibile risolvere la questione a breve termine.

Alcuni dei romanzi presentati:
1) Chi/è che cosa fa un bullo?
Camminare, correre, volare, Sabrina Rondinelli
Io e Zora, Sofia Gallo
Jane, la volpe ed io, Isabelle Arsenault

2) Un bullo è felice? Perché?
Gli indivisibili, Jerry Spinelli
Ladre di regali, Aidan Chambers

3) Che cosa faccio se vedo un bullo in azione?
The bully Book: il libro segreto dei bulli, Eric Kahn Gale
Fiato sospeso, Silvia Vecchini
Fat boy swim, Catherine Forde

Si scrive acqua ma si legge democrazia

WP_20140728_005Mi sono cimentata per la prima volta in un laboratorio a tema “Acqua” per utenti grandi e piccoli della biblioteca di Montereale Valcellina.L’attività rientra all’interno delle iniziative per Salam Shalom, il cui tema di quest’anno “Si scrive acqua ma si legge democrazia”. Ho scelto due testi per rendere l’idea di democrazia “Marta e l’acqua scomparsa” e “L’acqua e il mistero di Maripura”, anche se al momento dell’animazione vista la giovanissima età del pubblico, ho preferito un approccio più ludico.

Ho strutturato l’animazione in tre momenti: gioco con l’acqua, per stupirmi di alcune magie: come mai un bicchiere colmo d’acqua, coperto da un cartoncino e capovolto, non si svuota? Come mai certi oggetti galleggiano se messi in un certo modo e vanno a fondo se disposto in un altro? Perchè gli zampilli di acqua che fuoriescono da una bottiglia bucata sono “uno più lungo ed uno più corto”?

Grazie a dei piccoli esperimenti, abbiamo scoperto queste ed altre cose, lasciandoci poi coninvolgere dalla magia delle narrazioni: “Il coccodrillo che non amava l’acqua”, “Quando Noè cadde dall’arca”, “la regina delle rane non deve bagnarsi i piedi “, “La fatina lalia”, “La casa sull’albero”, “Seconda storia di un topolino chiuso dentro un libro”. Come racconto conclusivo mi sono cimentata con il silent book “L’onda” di Suzy lee, tramite una storia animata con l’uso del bastone della pioggia.

L’attività è riuscita bene ed è stata molto gradita. Sono stata felice di poter ritrovare la bibliotecaria (Lorena!) con cui ho condiviso due anni di servizio, ed anche il maestro Aldo Colonnello.

Riscopriamo i Classici – quarto incontro

assaggialibri nella biscottiera
29 assaggi di lettura, tutti diversi, tratti dal cuore delle storie, per tenerselo in tasca o andare in biblioteca a cercare l’intero romanzo…

Gran finale degli incontri sul tema dei classici, oggi ho parlato con i ragazzi dei grandi autori classici contemporanei, quelli che ci hanno lasciato da un po’ come Astrid Lindgren e Roald Dhal; quelli che ci hanno lasciato da pochissimo, come Siobhan Dowd e quelli che invece possiamo andare ad incontrare, su un blog o alle Fiere del Libro. Guido Quarzo, Brian Selznik, Bianca Pitzorno, Marie-Aude Murail, Eoin Colfer, Cornelia Funke, Ursula K.LeGuin, Diana Wynne Jones… e la lista è lunghissima. Nella bibliografia lasciata ai ragazzi ho “compattato” in un unica facciata di A4 una cinquantina di autori, ed altrettanti titoli, invitando i ragazzi ad espandere la loro conoscenza della produzione degli stessi.
La verifica ha dimosttrato come il percorso è piaciuto nella sua globalità a tutti i ragazzi, mentre gli insegnanti hanno indicato margini ulteriori di miglioramento.
Al termine dell’incontro ho consegnato a ciascun ragazzo un assaggio di lettura tratto da un romanzo (classico o classico contemporaneo), ne avevo preparati 29, tutti diversi. Spero che continuino a dialogare.

Riscopriamo i Classici – terzo incontro

Alcuni ragazzi mi hanno salutato dicendo che hanno letto/cominciato a leggere/preso a prestito alcuni classici che ho proposto, ed altri inseriti in bibliografia. Oggi ci dedichiamo alle rivisiazioni dei classici: non pensavo che ne fossero state scritte così tante. In questo lavoro di ricerca restano tra i miei preferiti: In una notte buia e tempestosa di Adam Gidwitz, A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N di Guido Sgardoli, Peter Pan e la sfida al pirata rosso di Geraldine McCaughrean, Sherlock, Lupin ed io. Il trio della Dama Nera di Alessandro Gatti, La ragazza che voleva essere Jane Austen di Polly Shulman, l’intramontabile L’ultima spiaggia di Roberto Innocenti.
I ragazzi apprezzano, si incuriosiscono, ovviamente non è un percorso facile, questo riallacciarsi a testi classici che ho già proposto con una serie di rimandi a trame e personaggi che do per scontati (Sherlock Holmes, ad esempio). Ma è una sfida, un esercitare la loro curiosità.

Riscopriamo i Classici – secondo incontro

A distanza di qualche settimana dal primo inconto, i ragazzi hanno usato svariati mezzi per poter scovare i classici mancanti nella lista, ma hanno abbandonato, per noia e per incomprensibilità, i 14 punti di Calvino. Era ovvio. Li ho percorsi io insieme a loro, riunendo le loro idee e dimezzandone la quantità. Siamo arrivati ad enunciarne sette.
1. Classico è sinonimo di Universo
2. Dialoga con i lettore nel tempo
3. Ha un posto ben configurato nel tempo
4. Non si fa dimenticare
5. Ha un contenuto prezioso e inestimabile
6. Lettura e riletture sono sempre una scoperta
7. il “tuo” ti aiuta a definire te stesso
Dopo questa densa fase di spremitura delle meningi, continuo a leggere per loro: Il giro del mondo in ottanta giorni, Il Mago di Oz, L’Isola del Tesoro, inoltre offro loro altri testi, di cuo non presento l’assaggio di lettura.

+ LEGGI + CRESCI 2° giornata regionale di formazione – 20 gennaio 2014

Gli effetti di questo convegno saranno duraturi, soprattutto per quanto riguarda la lectio Magistralis di Aidan Chambers, “Reading is power. Leggere è potere”. Con energia costante (ha 80 anni,quest’anno!), verve narrativa invidiabile e umiltà che solo i veri Grandi possiedono, l’autore si racconta e argomenta: perché leggere ‘letteratura’? Che cos’è e perché è tanto importante la ‘letteratura’, e in cosa si differenzia dalle altre forme di scrittura e di lettura? Come aiutare i giovani a diventare lettori appassionati e consapevoli di letteratura, capaci di apprezzare ciò che leggono? Che cosa ci dicono i neuroscienziati sul processo della lettura?
Aidan Chambers bambino difficile, non-lettore, poi insegnante e pluripremiato autore racconta che cosa ha imparato dalla sua personale storia. Le sue parole continuano a risuonarmi in testa e a lanciare messaggi, evocare domande, far sorgere considerazioni. La lectio ha davvero colpito nel segno…

Ri-scopriamo i Classici – Animalibro per le Biblioteche del Sistema del Medio Friuli

Primo Incontro – Gennaio
In raccordo con il programma regionale di “Crescere Leggendo”, che quest’anno si dedica alla rilettura dei Classici, le biblioteche del Sistema Biblitoecario del Medio Friuli mi hanno chiesto di presentare degli interventi di lettura sui Classici. Hanno articolato l’attività in quattro incontri da effettuarsi nei primi tre mesi dell’anno, coinvolgendo le classi prime delle scuole secondarie di primo grado all’interno del loro Sistema. La proposta mi ha lasciato entusiasta. E’ da qualche anno che medito di strutturare un percorso ad hoc proprio sui classici della letteratura per ragazzi, e questa nuova collaborazione mi ha dato lo spunto definitivo.

Le idee dei ragazzi
Le idee dei ragazzi

Strutturo gli incontri dedicando la maggior parte di essi alla lettura, ma ovviamente anche alla riflessione. Si parte dal vissuto dei ragazzi: li invito a scrivere a ruota libera su un cartellone dei sinonimi di ‘classico’, che loro possono applicare a tutti i campi della loro esperienza: musica, arte, sport,… Poi leggo per loro ‘assaggi’ da testi di generi differenti. Nel primo incontro presento Tom Sawyer, Peter Pan e Mary Poppins. Propongo inoltre dei testi che per la loro veste grafica e per la loro singolarità possono essere un ulteriore stimolo alla lettura: Alice nel paese delle Meraviglie nell’ultima versione della casa editrice Whitestar, La storia di Ulisse e Argo di Mino Milani, Quel ramo del lago di como di Ermanno Detti, Pinocchio nelle versioni di Roberto Innocenti e di Lorenzo Mattotti,… Consegno ai ragazzi una bibliografia volutamente incompleta di testi, invitandoli a cercare cosa manca ancora. Nella stessa bibliografia sono elencate le definizioni di Italo Calvino, nella loro forma integrale: il ‘compito’ per i ragazzi è pensarci su e farsi una loro opinione, in attesa di incontrarci nuovamente.

Ragazzi in Guerra – Animalibro per la Biblioteca Sezione Ragazzi, Udine

Ragazzi in Guerra. Caspita, quando i coordinatori del progetto mi hanno proposto il tema della guerra da affrontare con i ragazzi delle scuole medie mi sono spaventata un po’. Lo smarrimento è durato appena un giorno, concluso il quale mi sono resa conto che pensavo di non aver niente da proporre ai ragazzi nel mio background, e mi sbagliavo. Leggere romanzi che parlassero di Guerra non era il problema, il problema era capire come farli entrare efficacemente nell’atmosfera, nella parte. La guerra è una roba da fiction, da telegiornale in zone oltre la nostra effettiva percezione, è una cosa che non tocca l’orizzonte di un tranquillo dodicenne udinese. Di più, la guerra è una roba da playstation, dove quando premi “esci”, il tuo cervello si scollega dal programma e non hai bisogno di guardarti le spalle da nessuno, tutt’al più c’è la mamma un po’ imbufalita perchè è la settima volta che ti chiama per andare a sederti a cena.
Come si può attivare la curiosità per la guerra,la guerra vera, intendo? Mi sono venute in mente le storie che mio Nonno Angelo Vetere Rossi mi raccontava della sua partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale. Con i miei occhi di tredicenne adoravo quei racconti che sapevano di avventura, coraggio e adrenalina, e che soltanto anni dopo ho riletto con orrore, paura e senso di perdita, ma questo solo quando sono diventata più responsabile e mi sono resa conto di cosa poteva aver significato esserci dentro davvero. Se ha funzionato con me, funzionerà anche con loro.
Ho ripreso in mano l’album delle foto di famiglia, estrapolato quelle dei miei parenti in uniforme, reprografate, rese disponibili per le mani dei ragazzi. Ho altresì ereditato da un trasloco una vecchia adorabile scatola di mia Nonna, Amabile Giacomello, e l’ho trasformata in una scatola porta lettere. In quella scatola assieme alle foto ho racchiuso gli assaggi di lettura che intendevo proporre ai ragazzi. Sono piegati con un nastro rosso, come fossero davvero delle lettere dal fronte. Sono pronti a svolgere una parte del lavoro. La parte che deve aiutarmi a catturare l’interesse.
Arrivo in classe con la scatola sotto braccio e propongo ai ragazzi un semplice gioco di ruolo. I ragazzi maschi hanno appena ricevuto la cartolina di leva. Dice loro che tra due giorni si devono presentare al comando di Udine, e che da quel momento in poi saranno al servizio dello Stato, perchè l’Italia è entrata in guerra. Chiedo loro di pensare a una cosa positiva e una cosa negativa. Poi passo alle ragazze: le avviso che entro due giorni saranno private della presenza degli uomini di casa: resteranno con i nonni e i fratellini più piccoli. riusciranno ad organizzare la casa? A fare il lavoro dell’adulto che manca? A sostenere la famiglia? Anche a loro chiedo di proporre una cosa positiva ed una negativa della situazione. Il gioco funziona, la lavagna si riempie, classe dopo classe. Le fotografo, in modo da avere il quadro generale da poter riunire in un insieme organico. Poi come consuetudine, leggo, leggo, leggo per loro tutta l’ora.
Il lavoro è ancora lungo, continuerà fino a maggio, quando i ragazzi mi consegneranno le loro lettere dal fronte, contenenti le loro considerazioni sulla guerra.