Bologna Children’s Book Fair 2019

Ingresso e spazio illustratori

Finalmente quest’anno sono tornata a visitare la BCBF, dopo qualche anno di assenza, a causa di una progettazione poco lungimirante dei vari impegni. Mi è piaciuto particolarmente l’allestimento della sezione degli illustratori, con degli angoli di lettura ed esposizione davvero invitanti.

Come questo:

Una serie di comode panchine per sedersi e concedersi un momento di lettura

Ho osservato che è sempre più ampio lo spazio dedicato agli illustratori non ancora famosi, giovani e meno giovani provenienti da scuole di tutto il mondo… pareti fitte di stampe, disegni originali, commenti attaccati il primo giorno in attesa di essere staccati e presi in visione…

Ho trovato una soluzione azzeccata dividere a metà tra un padiglione e l’altro le case editrici italiane, in modo da “costringere” l’utenza ad attraversare anche gli spazi delle case editrici europee. E’ stato bello torvare l’AKI nel padiglione dedicato a Giappone e Cina, in un luogo dove poter dialogare insieme.

Lo stand dell’Associazione Italiana Kamishibai
Un dettaglio della parete allestita con i kamishibai. Sul tavolino in basso, è pronto l’allestimento per giocare al kamishibai con il teatro delle ombre

Alcuni stand erano particolarmente accoglienti e caratterizzati in modo particolare. L’Ippocampo Junior, che stava presentando la sua versione de “Il giardino segreto”, era allestito come un piccolo giardino

Sempre curati ed accoglienti gli stand di Mondadori, Minibombo e Corraini

Ma la vera scoperta per me è stata imbattermi in alcune edizioni che, ad una prima occhiata, sembravano riprese dai progetti di Bruno Munari per l’editore Corraini. In realtà, tutto è nato da un whatsapp che ho ricevuto dalle mie colleghe in visita alla BCBF due giorni prima.

Ho ritrovato lo stand dell’editore “ACCIPICCHIADesign”, e sono riuscita a scambiare quattro chiacchiere il designer autore dei libri esposti: Mauro Bellei. Mi ha letto “Pop-op: cugino del pop-up”, che mi ha ricordato molto le carte di Munari e i flag book giapponesi. Gli “Sporcabili del 900” sono delle meravigliose tavole per fare storia dell’arte e frottage con i bambini. In ultimo mi ha presentato “Sherlock dei sassi”, una delle sue ultime produzioni sull’uso dei sassi. E’ stato un piacevole incontro e scambio di idee, e da oggi in poi mi terrò informata circa il suo lavoro pregresso e futuro.

Un grazie particolare ad Elena C: lei sa perchè!

Rientro a casa con un trolley pieno di belle storie. A rivederci al prossimo anno!

Libri in simboli

Serata di formazione presso L’Associazione La Nostra Famiglia di Pasian di Prato (UD).

L’editoria per bambini e ragazzi ha lavorato duramente negli ultimi 10 anni per offrire ai giovani lettori dei prodotti di qualità. C’è un campo che richiede ancora più impegno e ancora più dedizione. E’ ai più sconosciuto, perchè fino a qualche anno fa l’editoria si dedicava alla progettazione di storie e racconti per i bambini normodotati, con i canoni classici dell’albo illustrato.

I bisogni educativi speciali dei bambini con qualche difficoltà in più a leggere le immagini e/o ad affrontare in autonomia la lettura di un testo con qualche complessità, offrono all’editoria un nuovo campo per mettersi in gioco. Con risultati non sempre illuminanti.

Questo pomeriggio ho avuto l’opportunità di partecipare ad un gremito corso di formazione, dove c’erano solo due bibliotecarie e moltissimi educatori e genitori. Ho scoperto la storia deli Libri in Simboli (gli IN-Books, gli Adapted Books e i Libri Personalizzati), ho scoperto di essere assolutamente ingnorante circa i vari tipi di alfabeto con i quali vengono scritti, ho scoperto che ci sono dei programmi più o meno gratuiti per crearli.

Leggerli diventa complicato, nel momento in cui l’editoria ha pensato a tradurre il testo in modo inefficace (troppo complesso o con termini che non appartengono al vissuto del bambino): perchè proporre il Diario di Anne Frank o i Promessi Sposi in simboli?

I gruppi di lavoro che si stanno adoperando per la creazione di questo tipo di produzioni devono affrontare degli ostacoli: è possibile una standardizzazione? L’approccio al libro perogni bambino e ragazzo è personale ; l’approccio al codice usato per scriverlo, no.

Poer ora la soluzione migliore resta valutare la produzione esistente e scegliere il testo migliore caso per caso, produrre dei Libri Personalizzati (rendendo il bambino “autore” del libro) e avere fiducia nel futuro. Lavoro non ne manca, persone che si dedicano con mente e cuore, nemmeno.

Diversi esempi di libri in simboli; al centro le tavole per comunicare: ad ogni colore è associata una gamma di gesti o azioni; la scatola-libro

Sogni su misura

Ho dedicato i mesi di novembre e dicembre alle letture per i ragazzi delle classi quarte e quinte della scuola primaria delle biblioteche del Sistema del Medio Friuli.

Ho incontrato bambini attenti e responsivi che si sono messi in gioco con me condividendo i loro sogni in forma anonima sui ritagli di carta. Una volta trasformati in forma cartacea, venivano consegnati ad un sacco (perchè nella vita è importante coltivare un sacco di sogni) e letti ad alta voce (senza commenti nè giudizi) creando un gioco in cui una delle storie narrate nei romanzi riusciva a dar consistenza e speranza a quello che era espresso nei foglietti, attraverso le testimonianze dei protagonisti reali o immaginari.

I sogni della classe quinta di Mortegliano

Ci siamo immersi nell’oceano con Sylvia Earle e abbiamo incontrato Uma; in una corte misteriosa dell’Oriente abbiamo spiato Valentina (la Principessa di Sangue!); Pietro Corvo nella Torino del 1800. Siamo diventati i protagonisti del Ricettario di Sogni, abbiamo avuto tra le mani una borsa piena di milioni di dollari caduta (per sbaglio?) da un treno… Tutti questi protagonisti ci hanno svelato quali erano i loro segreti e come li hanno realizzati (o visti cambiare in favore di qualcosa di meglio)

Abbiamo mostrato i nostri sogni e, forse, de-siderato quelli degli altri… è stato un lungo percorso, fatto insieme tra bambini, insegnanti e adulti:

ringrazio Gianni e Martina che, in un anno molto complesso per la loro biblioteca, sono riusciti ad organizzare gli incontri. Grazie a tutte le bibliotecarie per la pazienza e la disponibilità (in ordine alfabetico): Arianna, Eva, Lieta, Michela e Veronica!

Laboratorio di libri animati a Palazzo Toffoli (Montereale Valcellina)

Stamattina ho guidato con grande emozione per raggiungere Montereale Valcellina, biblioteca in cui ho lavorato per due anni e nella quale oggi ritroverò la mia antica collega Lorena e i bambini delle scuole Primarie dei Comuni di Montereale e San Leonardo Valcellina. A fine novembre avevo incontrato i bambini delle scuole dell’infanzia dei medesimi comuni per leggere loro delle storie con il kamishibai, ma oggi abbiamo cambiato genere.

Ho proposto ai bambini la lettura-gioco di alcuni libri in formato speciale: libri con i buchi, libri a fisarmonica,  libri in formato testa-coda, pop up,  componibili, libri in scanimation, con pagine trasparenti, … durante la parte riservata al laboratorio, oguno di loro ha potuto creare una pagina con una tacnica pop-up.

Grazie ai bambini e alle maestre per il duro lavoro ben ripagato,  grazie a Lorena per aver organizzato gli incontri!

libri in formato speciale

le basi pronte per i pop-up
le basi pronte per i pop-up

gran lavoro di pazienza e precisione

rivisitazione della favola di Cappuccetto Rosso

Storie in Valigia a San Giorgio di Nogaro

Rinnovo il mio appuntamento con i bambini delle scuole dell’infanzia del Comune di San Giorgio di Nogaro.
Quest’anno ho letto per loro con il kamishibai e poi ogni bambino ha relaizzato un piccolo kamishibai di cartoncino, colorandolo con la tecnica del frottage con i pastelli a cera.

Grazie a Marzia e Massimiliano per la progettazione dell’attività e l’accoglienza amichevole e generosa che mi riservate sempre!

kamishibai di cartoncino finito e il modello già ritagliato

silvia e kamishibai vuoto

Quattro piccoli angoli

Quattro piccoli angoli

Notturno. Ricettario dei sogni

Il 25 settembre, è la Giornata Mondiale dei sogni.
Ho incontrato un po’ per fortuna ed un po’ per caso, questo testo: Notturno. Ricettario dei sogni. Isol, Logos, 2013.
Non è molto diffuso, ma l’ho trovato geniale.

“Un sogno noioso è una notte sprecata!

La ricetta per avere sogni sempre diversi è semplice:

1. Scegli dal libro il sogno che ti sembra più allettante per questa notte, facendoti guidare dal titolo e dall’illustrazione.
2. Prima di andare a dormire, lascia il libro aperto in corrispondenza dell’immagine prescelta, sotto una luce forte. (il sogno è come le falene: adora avvicinarsi alla luce quando nessuno lo sta guardando)).Lascia passare almeno cinque minuti senza fare troppo rumore per non spaventarlo
3. Posiziona il libro in modo da poter vedere l’immagine dal tuo letto
4. spegni la luce!
5. vedrai il bagliore lasciato dal sogno sulla pagina. Guardalo per tutto il tempo che desideri, poi chiudi gli occhi e seguilo nel suo nascondiglio”.

Descrivervelo è impossibile, le illustrazioni si illuminano al buio!
Quale sogno sceglierete?
Quello della porta che non doveva essere aperta?
Quello del pescatore distratto?
Il sogno tiepidino?
Il sogno del mostro nell’armadio?
Il sogno…?

In ultimo, ma non per rultimo, avete la possibilità di disegnare nell’ultima pagina, il VOSTRO sogno, quello che merita di essere rifatto più e più volte.

New York in pigiamarama

Michael Leblond, graphic designer francese, insieme all’illustrautore Frédérique Bertrand, ripropone in un libro per bambini con l’antica tecnica dell’Ombro-Cinema. Si tratta di un geniale gioco di immagini in movimento, una striscia di carta su cui vengono disegnate delle figure coperte da griglia trasparente che quando viene mossa dal lettore regala l’illusione del movimento.

La storia è una storia di tutti i giorni: un papà che mette a letto il suo piccolo ‘ometto’ e gli augura la buona notte. Il bambino scivola felice nel sonno e inizia a sognare.
Nel momento in cui comincia il sogno, il libro va letto appoggiandolo sul lato lungo.
Il protagonista sogna di volare sopra una città che non si ferma mai, New York, con il suo pigiama magico, omaggio a Little Nemo, i cui sogni si animavano nel 1911.
Le grafiche si animano magicamente al semplice passaggio di un rodoide rigato (allegato al libro), lasciandoci immaginare il fruscio delle foglie di Central Park, la gente nei grandi negozi di Midtown, il traffico su Broadway… La tecnica di animazione è molto efficace e il viaggio vissuto in questo modo, si dilata e si restringe a seconda della velocità di lettura dettata dal desiderio del lettore di arrivare alla fine. Il libro termina con la sveglia che suona.
Nel momento in cui il sogno finisce, il libro va riappoggiato sul lato corto.
Al buongiorno del papà il bambino risponde “Hello!”.
Ancora una volta, è mia figlia Alice a dare un senso a quel saluto in una lingua straniera. “Vedi mamma, è cresciuto durante il viaggio. Prima non parlava l’Inglese”

Questo primo volume della serie “Pigiamarama ” è già fuori catalogo in Italia.
New York in Pigiamarama, Michael Leblond, Frédérique Bertrand, Ippocampo, 2013

Uma del mondo di sotto

Marta Baroni, Bao Publishing, 2018

Se ci pensate, in tutta la vita avete un sacco di occasioni per esprimere un desiderio. Quando arriva la fatina dei denti… Se vedete cadere una stella… Ogni anno il giorno del vostro compleanno… quando spegnete le candeline. sembrano semplici, i desideri. Niente più che un piccolo pensiero: “vorrei”. Invece… sono del tutto imprevedibili. Sono una magia, i desideri. E io… io ho visto il luogo in cui la magia si avvera.

Norvegia, epoca vichinga. Uma è una bambina che fa la serva in una casa che somiglia ad un castello, sogna di avere la sua vera famiglia, irride gli dei, inventa canzoni da guerriera e un giorno decide di sfidare la magia del pozzo che si dice magico, dove abitano le creature che esaudiscono i desideri di chi getta una pietra e spera.

Ops, dimenticavo, avrei dvouto puntualizzarlo subito. Nel luogo in cui la magia si avvera, non esiste una regola che vale per tutti. Non ci è dato sapere come si realizzerà un desiderio. Perchè, dai… pensavate forese… ?! Ah! Ah! Ma va’! Mica è roba per mortali.
A volte un desiderio si realizza in un modo che proprio non vi aspettavate.
E non è semplice leggere tra le righe. Insomma, mentre sta lì… ad avverarsi… be’, l?universo dà spettacolo. Ma di sicuro ve lo suiete perso anche stavolta, tanto eravate affannati.
Io invece vi consiglio di stare un po’ tranquilli, che non si scherza con i desideri. Ma quando un desiderio è tanto impetuoso, come si fa a fermarlo?”

Uma non sa leggere i segni che la magia le manda e decide di sfidare la magia stessa. Si cala nel pozzo dei desideri e diventa la terribile Regina del Mondo di Sotto. Desidera ogni istante qualcosa, in modo insaziabile, disimpara a desiderare e si scorda il motivo per il quale era scesa nel pozzo.sembra non esserci pace in quel mondo dove chi la serve, è condannato per l’eternità.

Il tempo vola, e il tempo del racconto torna ai nostri giorni per presentarci Killian, adolescente arrabbiato che si è appena trasferito proprio nel paesino dove il pozzo magico non è che una leggenda per turisti.

Sarà l’affetto che nutre per Haper, unico suddito speciale del regno di Uma che può lasciare il Mondo di Sotto per portare alla Regina notizie dal mondo reale, che lo spingerà ad entrare a sua volta nel pozzo magico, per tentare di porre fine al dominio della Regina Uma.

Che vi avevo detto? Sono imprevedibili, i desideri. Spesso si realizzanon in un modo che proprio non vi aspettavate. Ci mettete un po’ a capire cosa volevano dirvi. E non è detto che sarà quello che volevate sentire. Non è detto che vi sarà concesso un lieto fine, ma sicuramente avrete una strada da percorrere.
Poi un’altra. E un’altra ancora. E’ questo che fanno i desideri. Tutte le volte che vi sentirete smarriti e dovrete accettare la vita per come viene… loro stanno lì.
Prendono nuove forme. Nuovi nomi.
Per ricordarvi che lo sola cosa che conta, è non smettere di crederci. perchè sono la speranza, il sogno e la fantasia a muovere il mondo.
Banale, dite? Invece è proprio questa, la magia.
Fu così che Uma finalmente trovò ciò che aveva tanto cercato. (…) Il Mondo di Sotto aveva ritrovato la sua pace. E tornò a essere quello che era un tempo… il luogo in cui la magia si avvera. Il luogo per chi non ha smesso di crederci.”

Willy the dreamer – Willy il sognatore

Anthony Browne, Walker Books (UK), 2008

Ho imparato a conoscere Anthony Browne leggendo “Nel bosco”, Kalandraka, 2014, come una rivisitazione di Cappuccetto Rosso, e poi “Ti cerco, ti trovo, Camelozampa, 2018″ il racconto di un bellissimo pomeriggio passato a giocare a nascondino nel bosco. Molti dei suoi testi, che hanno riscosso così tanto successo in Inghilterra, non hanno avuto fino ad oggi la stessa fortuna in Italia e non sono ancora stati tradotti.

E’ il caso di Willy the dreamer, che ho comunque scelto per diventare uno dei testi principali per il percorso dedicato ai bambini dai 6 agli 8 anni.

Willy è uno scimpanzè. E sembra che, dal titolo, sia un vero sognatore.  Comodo, in poltrona, con una banana mezza sbucciata in mano. Sogna di essere un attore famoso, un cantante, una ballerina, un esploratore, un mendicante, un re. Sogna di essere mostro o supereroe, sogna il passato e il futuro.  Willy adora sognare.

La vera magia sta nell’unire la narrazione all’illustrazione. La quarta di copertina è un tripudio di piccole banane blu. Solo una di loro è gialla. Sotto il titolo nel frontespizio ci sono quattro disegni. Tre di questi hanno sotto riportate delle descrizioni che non li corrisondono. Il primo è il viso di uno scimpanzè. La descrizione dice “barca”. Il secondo disegno è un libro chiuso. La descrizione dice “scarpa”. Il tezo disegno è un divano. La descrizione dice “bandiera”. L’ultimo disegno è una banana. La descrizione lo conferma. Perchè? Mia figlia Alice (8anni) ci arriva con sicurezza: “Beh è chiaro! Lo scimpanzè riconosce bene solo quella!”. Si è già immedesimata nella storia, si è già messa nei panni del protagonista.

Willy sogna di proiettare se stesso e le cose che ama nei suoi sogni. Il frutto di questo lavoro onirico è una galleria di immagini che rendono omaggio a Dalì, Magritte ed Henri Rousseau, Elvis Presley e il cinema moderno, senza dimenticare che la natura di Willy lo porta a vedere banane dovunque, usate per la quotidianità in modi imprevedibili e geniali.

E’ un testo che mostra connessioni e suggestioni tali che è impossibile possederle tutte alle prima lettura. Inarrestabile pure nel gioco di trovare alrie cose che il bambino-scimpanzè piò sognare…